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Leggendo il monicker di
questo quintetto americano, credo che nessuno scommetterebbe un
centesimo sul loro valore. Intanto, con il loro debutto "When I Am
God", gli Oh, Sleeper sono riusciti a farsi un nome, grazie
al loro onesto sound, e anche grazie a tutte quelle critiche che il
gruppo ha ricevuto, nonché accuse di blasfemia (come è successo anche al
capolavoro degli Zao, "The Funeral Of God"). Molti fan
credevano che gli Oh, Sleeper dopo queste accuse avrebbero
alleggerito il loro messaggio, ma ecco che dal nulla i nostri escono con
un album dedicato a Lucifero, per l’appunto intitolato "Son Of The
Morning" (Figlio dell’aurora), con tanto di pentagramma "scornato"
sulla copertina.
Il disco esplode con la title-track, Son of the morning,
che ci introduce il platter con breakdown, vocals eccezionali, e melodie
stranamente orecchiabili, mentre il duo chitarristico Blay-Erwin ci
grazia con una combinazione di aggressività, tecnica ed ambience. I
testi invece, come nel resto dell’album, sono un dialogo diretto tra
Lucifero e Dio, contenendo un misto di minacce da parte del male, e
grazia da parte del Padre: "If you could see like me you'd see you haven't
won anything / If you could see like me you'd see, it's by my grace that
you're breathing" (Se la vedessi come la vedo io vedresti che non hai
vinto nulla / Se la vedessi come la vedo io vedresti che è per via della
mia grazie che respiri). Segue The new breed, che apre
melodica e poi esplode in uno dei pezzi più ritmici del platter. Qua e
là si nota qualche somiglianza agli ultimi Norma Jean, ma per il
resto ci troviamo di fronte ad un altro piccolo capolavoro del
metalcore. Con In all honesty invece troviamo un pezzo
leggermente diverso dal resto, contenendo guest vocals da parte di Cody
Bonnette degli As Cities Burn. Forse uno dei brani meno riusciti
del platter per via del ritornello che contiene un vocoder leggermente
antipatico; ma per il resto è, anch’esso, eccezionale. Apre furiosamente
la seguente Breathing blood, che contiene qualche
passaggio notevolmente ispirato ai primi As Cities Burn,
specialmente verso il finale. Spettacolare è la seguente Reveries
of flight, l’unica ballad del platter, e che ballad! Partendo
con loop di batteria sintetizzata e vocals melodiche, il pezzo poi
esplode aggressivissimo, pur mantenendo lo spirito da ballad. Con
World without a sun il gruppo si avvicina allo swedecore in
alcuni passaggi; come song è la più breve del platter, ma forse una
delle meglio riuscite. Seguono The fire dawn e A
banquet for traitors, che mantengono alta l’attenzione
dell’ascoltatore pur risultando come pezzi filler. Si torna alla carica
con Commisioned by kings, contenente uno dei breakdown più
paurosi che abbia mai avuto il piacere di ascoltare. Conclude il Cd la
spettacolare The finisher: musicalmente aggressiva e
violenta, con un bellissimo ritornello melodico e un breakdown in
controtempo (che non avevo mai sentito prima d’ora), i testi invece sono
gli unici interamente detti da Dio verso Lucifero, davvero da brivido, e
terminano con una delle frasi più potenti dell’intero platter: "From the
armories the angels sing / You will fear them when they lift their wings
/ They will sing to a world reborn / They will sing as I cut off your
horns" (Gli angeli cantano dalle armerie / E quando aprono le loro ali
tu li temerai / Canteranno per una nuova terra / E canteranno mentre ti
taglio le corna).
Sicuramente i più attenti avranno notato il mio entusiasmo verso questo
lavoro. Gli Oh, Sleeper hanno raggiunto la loro opera massima,
nonché siglato l’album migliore dell’anno. C’è poco altro da aggiungere
oltre al fatto che se amate il metalcore fate vostro questo album al più
presto...anzi procuratevi questo album anche se non vi piace il
metalcore.
Christopher Warman
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