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OH, SLEEPER
Son Of The Morning
 
OH, SLEEPER
Children Of Fire
 
 

 

OH, SLEEPER
When I Am God
metalcore
2007 - Solid State Records
(USA)
www.myspace.com/ohsleeper

 

Il gruppo in questione, gli Oh, Sleeper, appartiene a uno dei più grandi filoni all'interno della scena white metal, ovvero il metalcore. I nostri esordiscono nel 2006 con "The Armored March" ed entrano nella potente Solid State Records, famosa per trattare grandi nomi all'interno del christian metalcore come Becoming The Archetype, Demon Hunter, Haste The Day, Underoath, August Burns Red, ecc. A un anno da "The Armored March" è la volta di "When I Am God", titolo molto interessante, che sta a indicare come al giorno d'oggi molta gente si rifiuti di credere nell'Unico Dio e nei suoi valori, e preferisca tentare di "sostituirsi" imponendo alla società dei valori marci e malati. Questa tematica è presente già nella prima traccia, Vices like vipers, che, come si può intendere dal titolo, paragona i vizi al morso di una vipera, pronta a colpire dove siamo più scoperti, cioè al tallone (My heel's the meat to sink their teeth); ma noi abbiamo ricevuto la Parola e di conseguenza siamo stati allertati a difendere i nostri punti deboli (And under these toes from where we last spoke / Your words laid so firm / But I did not shed that skin like You said). Musicalmente questa track apre con un riff distorto e una voce in clean filtrata che dopo pochi secondi lascia spazio al growl e a tutta la potenza devastante delle due chitarre; sono presenti anche alcuni stacchi swedecore anche se peccano di innovazione e danno l'impressione di "già sentito", impressione che per fortuna scompare con i possenti breakdown e nel refrain, un buon misto di screamo e swedecore.

I will welcome the reaping e We are the archers aprono con riff post-metal, rapidissimi fill di batteria grazie anche all'uso incessante del doppio pedale; il growl è molto vario e ben fatto e non appiattisce mai il sound, mentre nei refrain viene utilizzato il clean voice. Charlatan's host è una richiesta di perdono dei peccati alla misericordia Divina (What happens when I turn and run again? / And again, and again? / Oh my God, I can be so defiant to some one / who's arms stretch to me / Don't give up on me! Don't give up on me! / "I have forgiven you!"). The siren song è più improntata verso un hardcore malinconico e emotional, soprattutto nel refrain e nella seconda parte, cantata completamente in clean. The color theft è una splendida ballad cantata interamente in clean e suonata con l'acustica e l'elettrica, rispettivamente nella prima e nella seconda parte, che parla dello stato d'animo di un "guerriero" che si sente solo una inutile pedina nelle mani di potenti (This body made for conquest, / instead a pawn on a stage so worthless / I walk alone through the crowds of past failed kings / Who's dreams are you killing? / And who's pockets are you filling?). Passiamo a To flagship, una potente canzone metalcore, che alterna riff core a stacchi thrash per quanto riguarda la chitarra ritmica, mentre la solista segue sempre uno stile post-metal; anche in queste lyrics molto poetiche è presente una metafora, e cioè quella di un capitano di una nave che esorta il suo equipaggio ad essere coraggioso e a non aver paura in nessuna situazione (Every man who steps aboard / must face the fears and brave). Superato questo punto il disco perde parecchio rispetto alla prima parte, in quanto le canzoni che seguono To flagship (e cioè His name was bishop e Building the nation) sembrano troppo simili e finiscono per annoiare dopo qualche ascolto. Chiudono la malinconica Revelations in the calm e The end of a dark campaign.

Insomma, abbiamo tra le mani un disco interessante, ma che purtroppo in molti casi pecca di innovazione, anche perché in non poche occasioni capita di sentire in modo troppo palese l'influenza di gruppi headliner per il metalcore, quali Haste The Day, August Burns Red o Atreyu. Se si sorvola su queste pecche si può riuscire a valorizzare un platter che di certo non è male. Possiamo solo sperare in un miglioramento con le release future.

Francesco Pellegrino

VOTO

74

 

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