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Old Memories, progetto intimistico del
polistrumentista norvegese Nocturne (al secolo Björn Strauss Tunsberg),
porta nel proprio patrimonio cromosomico la gaudiosa peculiarità di esser figlio di una conversione: Björn esordì
infatti nella scena metallica anni or sono fondando i Pagan Megalith,
tuttavia nel
2004 si convertì a Cristo ("I am the Alpha and Omega, the Beginning and
the End" troneggia ora nel booklet, passo del capitolo 21 di Apocalisse), e
di lì il neo monicker e la rinnovata "mission", la quale si è riverberata
anche sul sound: il pagan black metal dell'esordio ha lasciato il proscenio
compositivo ad una nitroglicerinica
miscela di plumbeo dark ambient con rasoiate black e tanta brutalità,
soprattutto percussionistica, anche se figlia (fino a prova contraria) di una drum machine.
L'esecuzione è sporca, la produzione farebbe più pensare a un demo, ma nel
complesso "Posludium Of Annihalation" è un lavoro che riflette un certo
fascino e, nonostante gli apodittici limiti, lascia un certo strascico di
adrenalina al proprio passaggio.
Ottimo è l'episodio introduttivo: At the end
of
world si stende su un cupo mood thriller e dark ambient
con randellate percussionistiche sparse in un sound ricco e pervasivo.
Sinfonie tastierose accompagnano un brutal death violentissimo in Chrysanthemum,
ma lo screaming depressive pesantemente filtrato è decisamente poco
metabolizzabile: pause minimali e poi si cavalcano tsunami black in blastbeats
accompagnati da banali costrutti sinfonici. Strutturalmente simili sono
gli otto minuti di A souls embodiment, dove la devastazione ritmica
raggiunge apici impressionanti ma i cui gli arrangiamenti sono sporchi, a tratti claudicanti, problema-leitmotiv di un po' tutto il mixing
del Cd peraltro. Silent manifestion si mantiene sulla medesima
falsariga, The awakening è invece un interludio strumentale prima
epico-malinconico, poi segnato da auliche marzialità in backing. Dark
ambient, black, brutal e depressive per la lunga quanto alterna Premonition
of prefection, avamposto emozionale a preparare la via alla conoscenza
dell'antitetica Denizens of light, brano di quasi 11 minuti fatto di
contrasti estremi tra la furia oscura e caotica e le rilassatezze
ordinate e armoniche. Completa il viaggio - con parvenza ciclica - l'outro che
si rifà all'intro, The spectral necropolis I.
Cinquanta minuti di grave emozionalità condita da
un certo talento compositivo, ancora però piuttosto brado, almeno
quanto la raffinatezza esecutiva; senza contare poi lo stile dello
screaming, tutto da rivedere a mio avviso. Nel complesso comunque "Posludium Of Annihalation"
risulta un disco piacevole, e gli Old Memories sono da segnalare
quali newcomers underground dalle potenzialità interessanti, se
proiettate verso un'auspicata maturazione artistica.
Valerio Mei
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