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Dopo tre anni di silenzio tornano alla ribalta gli
Oratorio con "Redemption", album che fa seguito a "The
Reality Of Existence". Diverse le novità che contornano il nuovo ed
atteso platter del gruppo: da segnalare innanzitutto il passaggio dalla
rinomata Rivel Records alla Mata Records (label di proprietà del
chitarrista Thomas), l’entrata di un nuovo bassista, Ilpo Istolainen, ed
un sound cristallino e ancora più duro, dalle melodie con una marcia in
più rispetto al precedente capitolo. Anche in "Redemption",
composto da dieci brani, è evidente l’espressione di fede di questi
ragazzi finlandesi che affidano la propria vita a Dio: è proprio Lui a
sorreggerci, a tirarci su nei tanti momenti in cui debolezza e affanno
sembrano prendere il sopravvento: proprio in Inner weakness
assistiamo ad una richiesta di aiuto al Padre che è sempre al nostro
fianco, l’incisiva Passing by invece esprime la voglia di
vivere e di combattere per ritrovare la Luce; nell’intimista Come
into my heart, l’unica ballata del lotto, viene espresso tutto
l'amore per Gesù Cristo senza il quale l'esistenza non avrebbe alcun
senso.
I brani tirati ed
aggressivi si susseguono nelle loro ritmiche serrate, a tratti
vertiginose, per un album heavy dall’elevato appeal dovuto anche alla
presenza di accattivanti refrain: questi entreranno infatti in circolo
rimanendo facilmente impressi in modo da farci subito scatenare. Si
inizia con una cavalcata dal buon impatto, Cold state,
seguita da Burning in cui dopo alcuni inserti sinfonici
costruiti su un riffing cadenzato, fa capolino una dirompente esplosione
di energia da ascoltare a tutto volume. La pistata Raw (ed
è headbanging sfrenato dall’inizio alla fine) anticipa la già citata
Inner weakness, brano variegato, dai diversi cambi di tempo,
in cui Joel Hekkala, dal timbro profondo e passionale, mette la firma
sulla sua migliore prestazione. Secrets così come
Whispers in the night sono devastanti, grazie alla ritmica
scandita alla grande dalle pelli, su cui si innestano galoppanti riffing.
L’ultima sferzata di energia di questo Cd dal ruggente e roccioso
piglio, è segnata da Faceless, delicato brano chiuso da un
bel giro d’archi.
È stato davvero un bel piacere ritrovarsi tra le mani un
album di buona caratura da parte di questo gruppo finlandese, che già
qualche anno fa prometteva bene: ci avevamo visto giusto, e questo è
davvero un gradito ritorno.
Ilaria Ricci |