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"The Reality Of Existence"
rappresenta l’opera di debutto per questa band proveniente dalle
fredde terre della Finlandia. Gli Oratorio, nome che in
finnico significa "stanza delle preghiere", ci offrono dieci tracce heavy/power dense di energia ma al tempo stesso molto melodiche e
veramente ben suonate. Questo album, dal suono costantemente
aggressivo, appare piuttosto compatto dall’inizio alla fine anche se
personalmente credo che risenta, dopo Chain of pain,
A lonely prayer e Ages before,
di un breve ma comunque lieve momento di debolezza negli episodi
centrali; questo viene presto superato in modo assolutamente egregio
da No return from hell che si apre con dei delicati
arpeggi di chitarra acustica per poi esplodere con tutta la sua
forza e aggressività grazie alla potenza della profonda voce del
cantante, Joel Hekkala, ed al lavoro congiunto della batteria e dei
pesanti riff. Una nota positiva va proprio alla voce del cantante,
profonda e molto emozionante ma che non risparmia comunque brevi e
azzeccati momenti di quasi growl.
La ballad cantata nella lingua
materna Taivaallinen Jerusalem (Heavenly
Jerusalem) è aperta e accompagnata per tutti i suoi 6:28
minuti da bellissime ed emozionanti note di violino. Questa ballata
pensata proprio per concludere l’album, scelta per me scelta
azzeccatissima, ha poi lasciato l’ultimo posto a Shine the
light registrata, contrariamente alle altre del 2003, nel
2001. Questa a mio avviso rappresenta il vero anello debole
dell’intero godibilissimo album: musicalmente si mantiene più o meno
allo stesso livello delle altre tracce ma si sente la
mancanza di qualcosa, e questa è data dalla voce poco graffiante e
sicuramente ancora poco matura del cantante che negli anni seguenti
ha raggiunto un livello più che buono.
Le lyrics,
profondamente cristiane, parlano dell’amore di Dio, dell’aiuto che Lui
ci offre per invitarci ad uscire dalla miseria quotidiana, per curare i
nostri cuori spezzati anche quando nei momenti più cupi e di
disperazione il suicidio sembra essere l’unica via di uscita,
proteggendoci dalle maliziose,
seducenti e pervertitrici tentazioni di Satana. Presenti anche
momenti di incoraggiamento volti ai
credenti a continuare a
combattere nonostante le tante cadute e difficoltà che incontreranno
per raggiungere la Meta ultima. L’album dà i
suoi frutti dopo alcuni ascolti ma alla fine risulta proprio un bel
lavoro. La produzione è molto buona e apprezzabilissimi sono gli
inserimenti di tastiere e violini. Un ultimo appunto per l’artwork:
a mio avviso non sembra essere all’altezza del contenuto: lieve
critica della serie anche l’occhio vuole la sua parte. Aspettiamo con
molta fiducia e curiosità il prossimo lavoro di questo giovane ma
promettente gruppo.
Ilaria
Ricci
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