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Giunti nell'imminenza del completamento del secondo
e indubbiamente molto atteso full-length, gli svedesi Pantokrator
sfamano l'ormai prolungato digiuno dei propri fans con un sostanzioso
antipasto, "A Decade Of Thoughts", un Best of ricco di inediti e
limitato a 850 copie, concepito anche quale celebrazione del primo
decennio di vita del death act scandinavo. Le tracce inserite spaziano
dunque in una gamma temporale piuttosto ampia, e come è normale che sia
vi troviamo tanto composizioni grezze e registrazioni semiamatoriali
quanto produzioni stellari: un excursus discografico dunque con dei
limiti intrinseci, ma che farà la gioia dei loro supporter più
accalorati, e pochi non sono.
La compilation viene aperta da Punish the
evil, traccia estratta - ma qui ri-registrata - dal primo parto
assoluto dei Pantokrator, il demo del 1997 "Unclean Plants /
Ancient Path": il brano si dipana tra death robusto e sentenze doom,
pur riservando spazio ad armonie epiche di lead guitar, a declamazioni
invasate, a scariche mitraglianti. Segue un'altra song attinta dalla
medesima fonte, Unclean plants, che apre eterea per poi
svilupparsi tra gravi randellate down tempo e assalti, ma intervallati
da rilassamenti armonico-atmosferici, black metal, intessute tutte
queste plumbee partiture da un valido lavoro chitarristico sia solistico
che melodico. La terza Come let us flee, come pure la nona
Separated by night, furono realizzate e poi edite per il
super Ep "Songs Of Solomon", e l'abisso qualitativo che le
distanzia dalle altre tracks di questa raccolta è lì tutto da ammirare.
Bundsförvant e Via dolorosa provengono
dall'amatoriale demo "Even Unto The Ends Of The Earth": la prima
appare molto riarrangiata, estremamente più evoluta tecnicamente
rispetto agli spartiti originali, mentre la seconda, lugubre black/doom,
seppur interessante è però inserita con la produzione primigenia, e
quindi a dir poco scadente. Il quinto episodio, Leviathan,
è un vecchio pezzo, inedito assoluto (mero e melodico swedish style,
direi alquanto modesto), al pari di Nebuchadnezzar,
devastante thrash/death song da pogo selvaggio impreziosita nel
songwriting da interessanti progressioni, della brutale eppure con
riappacificante interludio centrale, Cut into pieces, e
infine dell'inudibile White robes e di Psalm 29
(Il Signore tuona sulle acque / il Dio della gloria scatena il tuono /
il Signore, sull'immensità delle acque. / [...] Il Signore è assiso
sulla tempesta / il Signore siede re per sempre), ossia un recitato live
a cappella in growl e scream, dal mood da brividi. Gli ultimi tre pezzi
che restano da presentare sono la violinistico-acustica Tidevarv
e la strepitosa Gudablodets kraft (ambedue ovviamente dal
capolavoro "Blod"), ed infine la complessa ma non pienamente
riuscita Lamentation, dall'Ep del 2000 "Allhärskare".
Release elitaria questa "A Decade Of Thoughts",
mi sento di consigliarla esclusivamente a chi già ama i Pantokrator
e brama di possedere tutto ciò che i nostri hanno composto; per tutti
gli altri invece "Aurum" ormai è alle porte, e se riuscirà
quantomeno a replicare i fasti di "Blod", beh, ci divertiremo.
Vaake
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