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PARAKLETOS
Offerlammets Makt
unblack
2004 - Rivel Records
(Finlandia)
www.myspace.com/parakletosofficial

 

Esordio in grande stile per il giovanissimo duo finlandese che riesce a strappare subito un contratto con la Rivel debuttando con un full-length di ben 50 minuti. Tutto ciò è insolito perchè consueta prassi di questa tipologia di gruppi è affacciarsi sul mercato con un demo autoprodotto o al più con un Ep per una piccola label, ma evidentemente in questo caso il tempo da dedicare al progetto e l'ispirazione di Smaelek e Ljungeld sono stati tali da aver permesso loro qualcosa che noi di certo abbiamo gradito! Ad un occhio allenato basta dare uno sguardo alla cover per capire cosa ci offre "Offerlammets Mark": grafica tipicamente black melodica darkeggiante, ed infatti proprio questo splendido stile musicale suonano i Parakletos. Purtroppo per noi le lyrics sono completamente in finnico e dai Thanks finali ci si rende conto che probabilmente ci stiamo perdendo un aspetto sicuramente interessante del lavoro. Difetti dell'album: in primis l'uso della drum machine, di per sé niente di poi così malvagio se non fosse che qui spesso, dalla tipologia di ritmica molto poco articolata e dalla profondità di battuta, ci si renda evidentemente conto come dietro le pelli non ci sia un batterista; inoltre la padronanza e l'intensità strumentale è ancora molto migliorabile. Pregi dell'album: un buonissimo uso delle tastiere, a più riprese ad effetto sinfonico (ma ci sono anche dei campionamenti), le vere protagoniste di "Offerlammets Mark", un gran gusto compositivo, ma soprattutto uno straordinario talento nel generare angosciose melodie sorrow dark.

Dopo l'intro tastieristico-sinfonico Ut i frostnattens morker, il Parakletos style lo concepiamo appieno in Se Guds lamm: black melodico a volte tirato a volte atmosferico, dalla apprezzabile varietà strutturale ed infarcito di affascinanti melodie tetre e nostalgiche. Bella è la seguente Frestelsen, un oscuro viaggio guidato da consapevoli keys e sinfonie campionate, mentre in Fader var si nota una certa epicità nel sound e colpisce un brevissimo assolo di chiara ispirazione malmsteniano-neoclassica. L'impronunciabile Aktenskapsbryterskan (!) è la traccia dalla maggiore aggressività ed irruenza sonora, ma sempre addolcita da melodie chitarristiche e tastieristiche, ed è chiusa da rintocchi di campana. Folate di vento invece aprono Nattvarden - Herrens maltid, seguite dal consueto alternarsi di break tirati ed altri atmosferici. Arriviamo così al momento topico della track-list con la doommeggiante e soffertissima I denna morka timma che si ispira profondamente al sound Antestor di "The Return Of The Black Death": screaming strazianti, campane, atmosfericità oscura vanno a comporre quello che è uno degli episodi migliori, ma non al livello della seguente Skapelsens krona, dove l'intensa e veloce strumentazione si placa a favore di parti recitate, accattivanti dark melodies e cambi di ritmo molto ben eseguiti.

Emozioni ed epicità tastieristica sono il meglio di Smartornas vag; Tordonstamman i dodsriket è una traccia strumentale di 2:44 esaltata da un bel riff pulito. L'epicità riecheggia anche in Uppstandelsen, dall'elaborata chiusa finale, che poi sfuma col suono di orde marine che delicatamente si infrangono sulla riva, effetto ambient che prosegue introducendo l'ultima Den eviga morgonen gryr, atmosferica ed avvincente pur nella sua semplicità. Buono lo scream ed ancor più la produzione: risentiremo parlare molto presto di questo promettente gruppo, sperando nell'inserimento di altri membri, un drummer su tutti.

Vaake

VOTO

83

 

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