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PARAMAECIUM
Exhumed Of The Earth
doom
1993 - Witchunt Records
(Australia)
www.myspace.com/paramaecium

 

"Exhumed Of The Earth", "riemerso dalla terra" è uno straordinario concept che narra, con tanto di puntuali ed abbondanti citazioni scritturali, l'esperienza terrena del Figlio di Dio, e più in particolare gli aspetti della nascita, dalla concezione sovrannaturale di Maria al massacro degli innocenti, e della morte, dal tradimento di Giuda alla fuoriuscita dal sepolcro e quindi la Resurrezione. Lo stile con cui il terzetto australiano musica l'Evento è un doom ossessivo ed asfissiante dalle atmosfere pesantissime, a volte più luminose a volte più oscure. E musicalmente parlando pietra miliare è divenuta questa release dato che oltre ad essere uno dei primi dischi doom di sempre è stato il primo christian doom album. E dato che si parla di "primo christian album di sempre" non poteva non esserci il solito zampino di Jayson Sherlock, leggendario batterista che con i Mortification creò la prima christian death band e che nel 1994, cioè un anno dopo questo debut dei Paramaecium, fece l'incredibile passo di dar vita con "Hellig Usvart" da one man band al progetto Horde, ossia il primo black album cristiano, capostipite della florida corrente unblack. Qui il nostro si è anche occupato di curare l'artwork per quanto riguarda foto e caratteri, che più doom di così è davvero difficile solo immaginare.

L'eroico Jayson ai drums dunque, Andrew Tompkins al microfono ed al basso, e Jason De Ron alla sei corde: è così composto il gruppo che qui si avvale della collaborazione di Rosemary Sutton per i female vocals e le parti di violino, e Judy Hellemons per quelle di flauto. Si inizia maestosi con i 17 opprimenti e conturbanti minuti di The innatural Conception in two parts: the Birth and the massacre of the innocents ripieni di sinistre vie, di asfittiche sentenze doom, di voci femminili e parti più luminose che vengono di nuovo sommerse dall'ingresso, dopo 6 minuti buoni!, di un profondo cupo growling che rende ancora più inquietanti le atmosfere; altri tre giri di lancetta ed ecco inatteso risplende uno sfolgorante bagliore: un canto di donna accompagnato da un violino col sopraggiungere di un pianto di bambino, è la Nascita, gli occhi del Re vedono la sua creazione da una nuova prospettiva, la storia dell'universo è al punto di svolta. Torna il doom che si fa però ieratico per tale solenne momento. Growl e violino portano ad un nuovo triste stavolta capitolo, il massacro degli innocenti ordinato da Erode per uccidere quello che credeva il nuovo re di Israele predetto delle Scritture, qui espresso sotto forma di un veloce e completamente amelodico death; chiude questa splendida composizione il ritorno al più consueto doom. Injudicial è una traccia più death-oriented all'interno del solito impasto doom, mentre The killing, dato anche il momento tematico, è una delle tracce più doom che mai vi capiterà di ascoltare, 6:30 addolciti solo dell'inserimento di un malinconico flauto.

Untombed è molto varia in tutto il songwriting dei suoi 10 minuti e mezzo, in cui caratteristici sono le chitarre a volte leggermente più ariose, la presenza di linee vocali quasi scream ed filo-epicità a fine song. Al termine di The voyage of the severed fa la sua comparsa la prima melodia chitarristica del lavoro, e bisogna ammettere che contesto alla mano la sia apprezza come non mai! Clean vocals che si intrecciano a growl e scream sono la particolarità maggiore della sesta Hemorrhage of hatred che può vantare anche un bel lento assolo. Termina "Exhumed Of The Earth" la bella Removed of the grave nella quale i 10:53 minuti doom con inserti sinfonici sono introdotti da inconsueti delicati arpeggi ed un proclama di voce femminile che anticipano il rumore di una pietra che si muove e che chiarisce, per mezzo di una proiezione uditiva, il senso del titolo della canzone e culmina quello dell'album. Il disco è francamente di complessa digeribilità, i 66 minuti generati sono gravi quanto macigni e se non lo si prende con il giusto spirito e stato d'animo rischia crisi di rigetto: ma immergetevi consapevoli nelle sue atmosfere e nel suo concept, abbandonatevi per un po' alle sue cadenze, ai suoi propositi, è così che vi tramortirà.

Vaake

VOTO

86

 

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