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"Exhumed Of The Earth", "riemerso dalla terra" è uno
straordinario concept che narra, con tanto di puntuali ed abbondanti
citazioni scritturali, l'esperienza terrena del Figlio di Dio, e più
in particolare gli aspetti della nascita, dalla concezione
sovrannaturale di Maria al massacro degli innocenti, e della morte,
dal tradimento di Giuda alla fuoriuscita dal sepolcro e quindi la
Resurrezione. Lo stile con cui il terzetto australiano musica
l'Evento è un doom ossessivo ed asfissiante dalle atmosfere pesantissime,
a volte più luminose a volte più oscure. E musicalmente parlando
pietra miliare è divenuta questa release dato che oltre ad essere
uno dei primi dischi doom di sempre è stato il primo christian doom
album. E dato che si parla di "primo christian album di sempre" non poteva
non esserci il solito zampino di Jayson Sherlock, leggendario batterista
che con i Mortification creò la prima christian death band
e che nel 1994, cioè un anno dopo questo debut dei Paramaecium,
fece l'incredibile passo di dar vita con "Hellig Usvart" da one man band al
progetto Horde, ossia il primo black album
cristiano, capostipite della florida corrente unblack. Qui il nostro si è
anche occupato di curare l'artwork per quanto riguarda foto e
caratteri, che più doom di così è davvero difficile solo
immaginare.L'eroico Jayson ai drums dunque, Andrew Tompkins al microfono
ed al basso, e Jason De Ron alla sei corde: è così composto il
gruppo che qui si avvale della collaborazione di Rosemary Sutton per
i female vocals e le parti di violino, e Judy Hellemons per quelle
di flauto. Si inizia maestosi con i 17 opprimenti e conturbanti
minuti di The innatural Conception in two parts: the Birth and
the massacre of the innocents ripieni di sinistre vie, di asfittiche
sentenze doom, di voci femminili e parti più luminose che vengono di
nuovo sommerse dall'ingresso, dopo 6 minuti buoni!, di un profondo
cupo growling che rende ancora più inquietanti le atmosfere; altri
tre giri di lancetta ed ecco inatteso risplende uno sfolgorante bagliore: un
canto di donna accompagnato da un violino col sopraggiungere di un
pianto di bambino, è la Nascita, gli occhi del Re vedono la sua
creazione da una nuova prospettiva, la storia dell'universo è al
punto di svolta. Torna il doom che si fa però ieratico per tale
solenne momento. Growl e violino portano ad un nuovo triste stavolta
capitolo, il massacro degli innocenti ordinato da Erode per uccidere
quello che credeva il nuovo re di Israele predetto delle Scritture,
qui espresso sotto forma di un veloce e completamente amelodico
death; chiude questa splendida composizione il ritorno al più
consueto doom. Injudicial è una traccia più death-oriented
all'interno del solito impasto doom, mentre The killing, dato anche
il momento tematico, è una delle tracce più doom che mai vi
capiterà di ascoltare, 6:30 addolciti solo dell'inserimento di un
malinconico flauto.
Untombed è molto varia in tutto il songwriting
dei suoi 10 minuti e mezzo, in cui caratteristici sono le chitarre a
volte leggermente più ariose, la presenza di linee vocali quasi
scream ed filo-epicità a fine song. Al termine di The voyage of the
severed fa la sua comparsa la prima melodia chitarristica del
lavoro, e bisogna ammettere che contesto alla mano la sia apprezza
come non mai! Clean vocals che si intrecciano a growl e scream sono
la particolarità maggiore della sesta Hemorrhage of hatred che può
vantare anche un bel lento assolo. Termina
"Exhumed Of The Earth" la bella Removed of the
grave nella quale i 10:53 minuti doom con inserti sinfonici
sono introdotti da inconsueti delicati arpeggi ed un proclama di voce
femminile che anticipano il rumore di una pietra che si muove e
che chiarisce, per mezzo di una proiezione uditiva, il senso del titolo della canzone e
culmina quello dell'album. Il disco è francamente di complessa digeribilità, i 66 minuti generati
sono gravi quanto macigni e se non lo si prende con il giusto
spirito e stato d'animo rischia crisi di rigetto: ma immergetevi
consapevoli nelle sue atmosfere e nel suo concept, abbandonatevi per
un po' alle sue cadenze, ai suoi propositi, è così che vi tramortirà.
Vaake |