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PARAMAECIUM
Within The Ancient Forest
doom
1995 - Self
(Australia)
www.myspace.com/paramaecium

 

Nell'anno del Signore MCMXCIII Andrew Tompkins, Jayson "Horde" Sherlock e Jason De Ron estrassero dalla loro catacomba una vera e propria pietra miliare nonchè uno dei primissimi vagiti del doom metal estremo, ossia quell'"Exhumed Of The Earth" che è strepitosa asfittica epopea delle tappe dolorose dell'Incarnazione del Cristo. A due anni di distanza da quella release-evento gli australiani tornarono, stavolta con un'autoproduzione, con quello che è a mio avviso il loro capolavoro, "Within The Ancient Forest", ancora un concept, basato, pensate un po', sull'omonima novella composta dal mastermind Tompkins. Un fiabesco mondo di epicità ed avventura dove protagonista è De-nyl alla ricerca della Garensword, una leggendaria spada che si narrava avesse il potere di ridonare la vita ai morti. In questa ricerca sono molti i pericoli che De-nyl deve affrontare e superare ma alla fine quello che troverà è il senso della vita ed il segreto dell'immortalità. Metafora fantasy cristiana, quasi tolkieniana, dunque, ed a guidarci in essa è ancora l'inconfondibile violento e claustrofobico down-tempo dei Paramaecium, che però a differenza del celebre e celebrato predecessore si concede molto di più alla melodia, di là ottenebrata da un mood ed un sound completamente opprimenti. La line-up di questo secondo full-length si amplia in maniera altisonante: al ben conosciuto trio si è affiancato il chitarrista Chris Burton, ma principalmente si è potuto contare su una interminabile sfilza di guest artist, dalle female vocals di Sue Bock e Annette Dowdle, al narrato di Elise Tompkins, alla lirica della soprano Rosemary Sutton, passando per la chitarra acustica di Mark Kelson ed il piano di Sebastian Lorefice, arrivando al violoncello di Roxanne Lascaris ed al flauto di Judy Hellemons.

Sono sette i capitoli del racconto, che in questa versione musicata si assesta sui 55 minuti, il cui prologo è già da capogiro, In exordium, ossia tastiere, piano malinconico, voce sussurrata e melodie toccanti ed intimiste, almeno fino all'invasione irruenta della strumentazione che domina il proscenio col suo doom sisifico: ma la linea armonica non cede il passo creando così un eterodosso vortice di emozioni turbanti. Subito si è intuita la netta sferzata di questo nuovo album rispetto al debut: qui, a sorpresa, c'è la melodia. Giunge Song of the ancient ed è un'altra fantastica song, dove il sound è grave ed il growl sepolcrale, ma ciò non non basta a rendere il mood asfittico, perchè intervengono l'ammaliante voce femminile, l'ottimo clean baritono, la luminosa lead guitar ed atmosfere coinvolgenti e gotiche. Fantastica è la varietà del drumming di Jayson Sherlock, in pompa magna per tutto il Cd. Buona ma non a livello delle suddette è la lunga (9:14) I am not alive, viaggio onirico nel suo preludio, che si evolve in cadenza ieratica e lirica poi successivamente pachidermica, lentissima, oscura tanto da arrivare allo scream, almeno prima di un riverbero della melodia. Altrettanto estesa si presenta The grave, my soul, la cui narrazione si innesta su riff cupi e dirompenti, una traccia davvero pesante in cui la luce fatica a far capolino, conclusa tuttavia da un violoncello. Gone is my former resolve è a tratti soffusa e dolce, a tratti muta in bruta violenza death, a tratti si fa doom solenne e lirico: violoncello e screaming ravvicinati tra loro sono l'ulteriore dicotomia del brano. Of my darkest hour emerge per i lentissimi tempi, per le fasi ritmiche death ondeggianti, per il flauto, per il fascinoso intreccio generato dalla lead e dalle percussioni. Decisamente doom gotico è l'orientamento della terminale Darkness dies, quasi nove minuti di delicati assalti emozionali in cui la vostra roccaforte emotiva sarà messa a dura prova.

Per il doom tutto "Within The Ancient Forest" è un disco che ha impresso una (altra) indelebile pagina del manuale, mentre per la storia del christian metal è, e l'affermo senza remore di sorta, un must imprescindibile: se poi siete addirittura tra coloro che sopravvivono respirando doom metal cristiano viene da sé come il più ovvio dei sillogismi che non potete in alcun modo, ma nella maniera più assoluta, fare a meno di immergervi in questa leggenda.

Vaake

VOTO

90

 

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