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Nell'anno del Signore MCMXCIII Andrew Tompkins,
Jayson "Horde" Sherlock e Jason De Ron estrassero dalla loro catacomba
una vera e propria pietra miliare nonchè uno dei primissimi vagiti del
doom metal estremo, ossia quell'"Exhumed Of The Earth" che è
strepitosa asfittica epopea delle tappe dolorose dell'Incarnazione del
Cristo. A due anni di distanza da quella release-evento gli australiani
tornarono, stavolta con un'autoproduzione, con quello che è a mio avviso
il loro capolavoro, "Within The Ancient Forest", ancora un
concept, basato, pensate un po', sull'omonima novella composta dal
mastermind Tompkins. Un fiabesco mondo di epicità ed avventura dove
protagonista è De-nyl alla ricerca della Garensword, una leggendaria
spada che si narrava avesse il potere di ridonare la vita ai morti. In
questa ricerca sono molti i pericoli che De-nyl deve affrontare e
superare ma alla fine quello che troverà è il senso della vita ed il
segreto dell'immortalità. Metafora fantasy cristiana, quasi tolkieniana,
dunque, ed a guidarci in essa è ancora l'inconfondibile violento e
claustrofobico down-tempo dei Paramaecium, che però a differenza
del celebre e celebrato predecessore si concede molto di più alla
melodia, di là ottenebrata da un mood ed un sound completamente
opprimenti. La line-up di questo secondo full-length si amplia
in maniera altisonante: al ben conosciuto trio si è affiancato il
chitarrista Chris Burton, ma principalmente si è potuto contare su una
interminabile sfilza di guest artist, dalle female vocals di
Sue Bock e
Annette Dowdle, al narrato di
Elise Tompkins, alla lirica della soprano
Rosemary Sutton, passando per la chitarra acustica di
Mark Kelson ed il piano di
Sebastian Lorefice, arrivando al violoncello di
Roxanne Lascaris ed al flauto di
Judy Hellemons.
Sono sette i capitoli del racconto, che in questa
versione musicata si assesta sui 55 minuti, il cui prologo è già da
capogiro, In exordium, ossia tastiere, piano malinconico,
voce sussurrata e melodie toccanti ed intimiste, almeno fino
all'invasione irruenta della strumentazione che domina il proscenio col
suo doom sisifico: ma la linea armonica non cede il passo creando così
un eterodosso vortice di emozioni turbanti. Subito si è intuita la netta
sferzata di questo nuovo album rispetto al debut: qui, a sorpresa, c'è
la melodia. Giunge Song of the ancient ed è un'altra
fantastica song, dove il sound è grave ed il growl sepolcrale, ma ciò
non non basta a rendere il mood asfittico, perchè intervengono
l'ammaliante voce femminile, l'ottimo clean baritono, la luminosa lead
guitar ed atmosfere coinvolgenti e gotiche. Fantastica è la varietà del
drumming di Jayson Sherlock, in pompa magna per tutto il Cd. Buona ma
non a livello delle suddette è la lunga (9:14) I am not alive,
viaggio onirico nel suo preludio, che si evolve in cadenza ieratica e
lirica poi successivamente pachidermica, lentissima, oscura tanto da
arrivare allo scream, almeno prima di un riverbero della melodia.
Altrettanto estesa si presenta The grave, my soul, la cui
narrazione si innesta su riff cupi e dirompenti, una traccia davvero
pesante in cui la luce fatica a far capolino, conclusa tuttavia da un
violoncello. Gone is my former resolve è a tratti soffusa
e dolce, a tratti muta in bruta violenza death, a tratti si fa doom
solenne e lirico: violoncello e screaming ravvicinati tra loro sono
l'ulteriore dicotomia del brano. Of my darkest hour emerge
per i lentissimi tempi, per le fasi ritmiche death ondeggianti, per il
flauto, per il fascinoso intreccio generato dalla lead e dalle
percussioni. Decisamente doom gotico è l'orientamento della terminale
Darkness dies, quasi nove minuti di delicati assalti
emozionali in cui la vostra roccaforte emotiva sarà messa a dura prova.
Per il doom tutto "Within The Ancient Forest"
è un disco che ha impresso una (altra) indelebile pagina del
manuale, mentre per la storia del christian metal è, e l'affermo senza
remore di sorta, un must imprescindibile: se poi siete addirittura tra coloro che sopravvivono respirando doom
metal cristiano viene da sé come il più ovvio dei sillogismi che non
potete in alcun modo, ma nella maniera più assoluta, fare a meno di
immergervi in questa leggenda.
Vaake
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