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PETRA
Come And Join Us
AOR
1977 - Myrrh Records / A&M Records
(USA)
www.petraband.com

 

I Petra sono una pietra miliare, una colonna portante della scena del rock cristiano, relativamente conosciuti anche nel panorama secular. Una delle christian rock band più amate quindi, nonché autori di molti dei classici del genere, basti pensare alla cover della storica e stupenda God gave rock n' roll to you, originariamente degli Argent (band non appartenente alla scena), coverizzata e resa immortale, tra gli altri, dai KISS, band a dir poco leggendaria. L'anno è il 1977, quindi non si può parlare precisamente di "white metal", dato che questo termine verrà coniato per indicare la musica suonata per prima da un'altra leggendaria band, gli Stryper, che pubblicarono il loro debut album "The Yellow and Black Attack" solamente nel 1984, sette anni dopo la pubblicazione di questo LP; ma senza dubbio questo è un disco indispensabile per la nascita di tale sottogenere lirico. La musica proposta dalla band è molto varia, si passa tranquillamente dal rock al country, con venature blues e jazz. L'album che andremo ad esaminare si intitola "Come And Join Us", ed è proprio qui che è contenuta la già citata perla God gave rock n' roll to you. La formazione all'epoca era composta da Bill Glover alla batteria, John DeGroff al basso, Bob Hartman e Greg Hough entrambi chitarristi e cantanti; tuttavia alla registrazione del disco hanno partecipato anche diversi musicisti "esterni".

Ad aprire l'album è proprio il miglior pezzo della set list, God gave rock n' roll to you - canzone che doveva in origine dare il titolo all'Lp, cosa che non fu possibile a causa di forzature da parte della casa discografica - aperta a sua volta da uno stupendo arpeggio, seguito dal riff rock/blues di chitarra elettrica. Leggendario inoltre il refrain che recita "God gave rock n' roll to you / Gave rock n' roll to you / put it in the soul of everyone", dove, evidentemente, ci viene ricordato che TUTTA la musica è un dono di Nostro Signore, concetto forse messo troppo da parte nella società odierna. A seguire Ask him in, rilassante brano che si muove su coordinate country rock. Anche qui il testo è quasi commovente con versi come "We could sing and tell you we love you / And you could say it wasn't true / But how can you say that about a man / Who died for you", o il ritornello "Jesus is holding out His love to you / But He made it so that you have to choose / How can you walk away empty again / When you know that you've got nothing to lose": parole che dovrebbero far riflettere profondamente noi cristiani. Con Sally si passa quindi ad un blues rockeggiante, dove le strofe sono alternate con brevi assoli di chitarra. Le liriche di questa canzone trattano di una fantomatica ragazza di nome Sally, appunto, scomparsa nel nulla, forse deceduta. Anche qui veniamo invitati a riflettere, questa volta sulla visione che noi cristiani dovremmo avere della morte ("Why would she want to run away from God and all His love / And go back in that world and live so hard and rough").

La successiva Without You I would surely die è più orientata sull'hard rock classico, riconducibile allo stile dei KISS (band già nominata, che ha comunque debuttato lo stesso anno dei nostri) e non si discosta dalle tracce precedenti come profondità dei testi (già il titolo da solo parla chiaro). La title track è, a mio parere, uno dei pezzi più belli dell'intero LP: stesso stile musicale della precedente ma non per questo simile Il testo io l'ho interpretato come un invito ad essere uniti, come uomini, ma soprattutto come  cristiani, perché "We are not worthy but together we are strong". In Where can I go musica e testo non son da meno, così come nella seguente Holy Ghost power. Woman don't you know invece si discosta leggermente, indirizzandosi verso un rock più semplice, come quello dei The Who per intenderci, altra band secular storica che viene subito in mente ascoltando la traccia; comunque la tipologia lirica è la stessa del resto dell'album. Chiude God gave rock n' roll to you (Reprise), che altro non è che il refrain dell'opener track accompagnato da un coro di bambini.

Io, da buon amante del rock classico, sono rimasto a dir poco affascinato da questo disco. Un album leggero, rilassante, semplice ma per niente piatto, anzi molto espressivo. Semplici anche le liriche, che vi consiglio davvero di leggere, semplici ma allo stesso tempo molto profonde (ma d'altronde il Cristianesimo non esige la semplicità?)

Enrico Riccobene

VOTO

78

 

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