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PETRA
More Power To Ya
AOR
1982 - StarSong Records / A&M Records
(USA)
www.petraband.com

 

Anno domini 1982. Mancano pochi anni all'avvento del christian metal (1984), ed i Petra, storica e fondamentale band rock del panorama cristiano, sono già al loro quinto album. "More Power To Ya" è considerato da molti uno degli apici della carriera dei nostri, più maturo ed elaborato rispetto ai suoi predecessori, ma non per questo complesso. Il rock/hard rock semplice che ha caratterizzato i lavori precedenti, viene arricchito con l'uso di tastiere e cori, spostandosi più verso il progressivo. Per la prima volta i musicisti sono cinque: Greg X. Volz voce principale, Mark Kelly al basso e corista, Louie Weaver batterista, John Milo Slick tastiere e cori, e Bob Hartman, chitarrista, unico membro appartenente alla formazione "classica" della band, nonché suo fondatore. Per quanto riguarda i testi, sono sempre caratterizzati da quella esplicità, semplicità e profondità tipiche della band statunitense.

Stand up, la prima traccia, rende bene l'idea della nuova strada intrapresa dalla band. Aperta da un rockeggiante riff di chitarra, viene diluita dopo un po' dall'organo. Il coinvolgente refrain è molto pop oriented e l'assolo è affidato alla tastiera. La successiva Second wind è più hard rock oriented, e le cristalline tastiere vengono utilizzate come semplici intercalari per passare da una strofa all'altra, solo sul finire come strumento solista e accompagnamento. La title-track è una bella power ballad, dolce e rilassante, che non abbandona gli elementi progressive delle precedenti canzoni. La sincopata Juda's kiss, uno dei pezzi più significativi e conosciuti della formazione, nonché tra le più belle song dell'Lp, viene aperta dal messaggio in backmasking (riprodotto al contrario) recitante "What you lookin' for the devil for when you oughta be lookin' for the Lord?", inserito semplicemente come riferimento scherzoso a coloro che, all'epoca, eranno avversi alla musica rock poiché ossessionati da presunti messaggi subliminali di matrice satanica, presenti in alcune canzoni dei gruppi più significativi del genere (i più incriminati furono, per fare qualche esempio, Led Zeppelin, Black Sabbath ed Alice Cooper, quest'ultimo tra l'altro ora convertitosi al cristianesimo). Segue Rose colored stained glass windows, aperta dall'organo al quale dopo poco si aggiunge una chitarra acustica con un bellissimo arpeggio. Per circa un minuto la canzone si muove su coordinate calme, per poi svilupparsi sullo stile caratteristico del resto del full-length. Da segnalare il breve ma coinciso assolo blues. Niente di particolare da dire sulle tracce successive, comunque ottime: Run for the prize, se non pure qui la presenza di un bel solo; la cupa e lenta All over me; Let everything that hath breath, che rievoca i primi Deep Purple; e la calma arpeggiata Road to zion, dove la voce di Volz è accompagnata solo dalla chitarra acustica e dai cori, mentre le tastiere contribuiscono a rendere il tutto più ipnotico e rilassante. Chiude Disciple, un'altra delle perle hard rock presenti sul disco, che non tradisce la svolta sonora intrapresa dal combo americano in questo "More Power To Ya".

Un album certamente storico, non solo per la band, ma per il rock, cristiano e non, in generale. Semplice ma ben lavorato, gli arrangiamenti non sono troppo complessi ma non cadono mai nel banale. Un disco equilibrato insomma, accessibile a tutti, sia agli appassionati del genere che agli ascoltatori meno esperti.

Enrico Riccobene

VOTO

80

 

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