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PETRA
Unseen Power
AOR
1991 - DaySpring Records / Epic Records
(USA)
www.petraband.com

 

Purtroppo i Petra non esistono più. L’estate scorsa, dopo circa trent’anni di carriera, questa mitica a.o.r. band cristiana si è definitivamente ritirata dalla scena musicale. "Unseen Power" è uno dei loro lavori più rappresentativi sebbene non sia il più venduto. Fa seguito all’amatissimo e rockeggiante "Beyond Belief" e rappresenta un fondamentale punto di svolta nella carriera dei Petra, che con esso passano ad un sound molto più a.o.r.-oriented. La formazione è, a mio avviso, la migliore della loro carriera e vede Bob Hartman alla chitarra, John Lawry alla tastiera, Louie Weaver alla batteria, Ronny Cates al basso e John Schlitt alla voce. La produzione, curatissima e cristallina, non poteva che essere opera degli onnipresenti fratelli Elefante con cui i Petra collaboreranno fino alla fine della loro attività musicale. I testi sono, come sempre, in pieno stile christian rock, molto evocativi, mai banali, quasi tutti opera di Bob Hartman, la cui visione del mondo sembra chiara sin dal brano d’apertura Destiny: "It's your destiny, your place / Within His will it's your destiny, / you alone can fill heavenly destiny". Gesù è la principale fonte di ispirazione di questi artisti che, grazie ad album come questo hanno vinto numerosi Grammy Award come miglior gospel/rock band.

Whose on the Lord’s side è un brano della tradizione gospel americana rivisitato (ovviamente in chiave rock) che, a dire il vero, non entusiasma per nulla, a differenza dell’altra cover presente su "Unseen Power", Hand on my heart un tributo a Smokey Robinson interpretato magistralmente da un ispirato John Shlitt. Con Ready, willing and able e I need to hear from You si torna su sonorità hard rock più consone ai "vecchi" Petra, con la chitarra di Bob Hartman in primo piano. Ma il pezzo forte è Sight unseen: un inciso in crescendo e un ritornello orecchiabile, di quelli che fanno venire voglia di essere riascoltati a ripetizione. Hey world può essere considerato un manifesto pro-Life del rock cristiano (ricordate la diatriba in quegli anni tra il movimento anti-abortista pro-Life e quello a favore dell’aborto pro-Choice, che coinvolse numerosi musicisti quali Bruce Springsteen, Madonna e Alice In Chains?), in cui Hartman cerca di lanciare un messaggio di speranza attraverso il canto di un bambino che deve ancora venire al mondo. L’album si chiude con la commovente ballata In the likeness of You, firmata da John Lawry e John Elefante: "In the likeness of You recreated, renewed / Let me awake forever / in the likeness / in the likeness of You".

Grazie Petra per una splendida carriera trentennale portata avanti con passione e coerenza. Il percorso di questa storica band sembra essersi concluso ma continua la carriera solista di John Shlitt e, ne sono certo, sentiremo ancora parlare di Bob Hartman e compagni.

Marco Ciapparelli

VOTO

90

 

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