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Purtroppo i Petra non esistono più. L’estate scorsa,
dopo circa trent’anni di carriera, questa mitica a.o.r. band cristiana
si è definitivamente ritirata dalla scena musicale.
"Unseen Power"
è uno dei loro lavori più rappresentativi sebbene non sia il più
venduto. Fa seguito all’amatissimo e rockeggiante "Beyond Belief"
e rappresenta un fondamentale punto di svolta nella carriera dei
Petra, che con esso passano ad un sound molto più a.o.r.-oriented.
La formazione è, a mio avviso, la migliore della loro carriera e vede
Bob Hartman alla chitarra, John Lawry alla tastiera, Louie Weaver alla
batteria, Ronny Cates al basso e John Schlitt alla voce. La produzione,
curatissima e cristallina, non poteva che essere opera degli
onnipresenti fratelli Elefante con cui i Petra collaboreranno
fino alla fine della loro attività musicale.
I testi sono, come sempre, in pieno stile christian rock,
molto evocativi, mai banali, quasi tutti opera di Bob Hartman, la cui
visione del mondo sembra chiara sin dal brano d’apertura Destiny:
"It's your destiny, your place / Within His will it's your destiny, /
you alone can fill heavenly destiny". Gesù è la principale fonte di
ispirazione di questi artisti che, grazie ad album come questo hanno
vinto numerosi Grammy Award come miglior gospel/rock band.
Whose on the Lord’s side
è un brano della tradizione gospel americana rivisitato (ovviamente in
chiave rock) che, a dire il vero, non entusiasma per nulla, a differenza
dell’altra cover presente su "Unseen Power", Hand on my
heart un tributo a Smokey Robinson interpretato
magistralmente da un ispirato John Shlitt. Con Ready, willing and
able e I need to hear from You si torna su
sonorità hard rock più consone ai "vecchi" Petra, con la chitarra
di Bob Hartman in primo piano. Ma il pezzo forte è Sight unseen:
un inciso in crescendo e un ritornello orecchiabile, di quelli che fanno
venire voglia di essere riascoltati a ripetizione.
Hey world può essere considerato un manifesto pro-Life del rock
cristiano (ricordate la diatriba in quegli anni tra il movimento
anti-abortista pro-Life e quello a favore dell’aborto pro-Choice, che
coinvolse numerosi musicisti quali Bruce Springsteen, Madonna
e Alice In Chains?), in cui Hartman cerca di lanciare un
messaggio di speranza attraverso il canto di un bambino che deve ancora
venire al mondo.
L’album si chiude con la commovente ballata In the likeness of You,
firmata da John Lawry e John Elefante: "In the likeness of You
recreated, renewed / Let me awake forever / in the likeness / in the
likeness of You".
Grazie Petra per una splendida carriera trentennale
portata avanti con passione e coerenza. Il percorso di questa storica
band sembra essersi concluso ma continua la carriera solista di John
Shlitt e, ne sono certo, sentiremo ancora parlare di Bob Hartman e
compagni.
Marco Ciapparelli |