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PLACE OF SKULLS
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The Black Is Never Far
 
 

 

PLACE OF SKULLS
Love Through Blood   (Ep)
stoner
2005 - Outlaw Recordings
(USA)
www.myspace.com/placeofskullsdoom

 

Il terzetto del Tennessee formatosi nel 2000 torna alla ribalta dopo due album studio con questo buon Ep di 19 minuti rateizzati in quattro tracce di stoner doom/heavy di una certa classe, stile Black Sabbath, Trouble e anche Candlemass per alcuni versi. La line-up dall''ultimo "With Vision" cambia solo dietro le pelli dove ora a scandire i lenti ritmi è Tim Tomaselli. Leader incontrastato della band è ovviamente l'ex Pentagram Victor Griffin, voce e chitarra. L'edizione è limitata a mille copie e la più evidente novità della release è la presenza di liriche accesamente e monotematicamente cristiane per quella che era considerata quasi una christian band di confine: "He is the way, He is the truth and the life / You can’t see the Father without The Light / By way of the cross He came / And for our souls, His life He gave. / Come unto Me and I’ll take control / The blood of Jesus… / cleansed my soul"; questo passo di The blood of Jesus non può lasciare dubbi, ed è solo un esempio tra i tanti possibili.

L'apertura colpisce il bersaglio con la notevole Consuming fire: il riffing iniziale è massiccio, l'intensità sonora poi rallenta divenendo doom-soffusa per dare spazio alla calda e suadente voce di Victor; seguiranno ripetuti cambi di ritmo tra lento e più andante, ma la buona linea melodica la fa da padrona, così come l'ottimo lavoro di solos. Il livello artistico scema un pochino con la seppur apprezzabile Cornerstone, caratterizzata da passaggi profondamente doom ed al contempo anche da un fascinoso chorus, ma tende ad insabbiarsi con la blacksabbathiana Days of trouble, dalla ritmica tecnica, dalle chitarre articolate al limite del progressivo, dai tempi veloci alternati a stacchi doom, dal buon lavoro di lead guitar che genera un lungo assolo: nonostante tutto ciò però non convince. Fortunatamente a risollevare di netto le sorti dell'Ep è un capolavoro di song, la spettacolare, citata, The blood of Jesus, aperta da dolci riff a cui subentrano chitarre irruente, all'interno delle quali prende vita e forma l'assolo: le parti vocali sono favolose, soprattutto nel chorus, e molto intelligente ed astuto è il bel parallelo tra voce e lead guitar, assai riuscito.

Sembrava fosse questo il canto del cigno della band che aveva comunicato la possibilità-probabilità fosse finita qui, ma non è stato così, l'uscita del terzo full-length è imminente, e di ciò non possiamo che gioirne.

Vaake

VOTO

78

 

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