Italian Christian Metal Website  -  Il sito italiano dedicato al Metallo Cristiano

Menu

 
 
Band Links
 
PLACE OF SKULLS
Nailed
 
PLACE OF SKULLS
Love Through Blood
 
 

 

PLACE OF SKULLS
The Black Is Never Far
stoner
2006 - Exile On Mainstream Records
(USA)
www.myspace.com/placeofskullsdoom

 

Tornano dopo pochi mesi dal buon Ep "Love Through Blood" gli statunitensi Place Of Skulls, stoner doom band che con "The Black Is Never Far" firma il suo terzo full-length. Il gruppo non è molto "dentro" quanto a presenza nel movimento christian metal, ma sulla loro cristianità quasi predicatoria non vi sono dubbi, ricercate, quasi poetiche, liriche filosociali alla mano. Inviti in esse tra l'altro a chiedere la conversione interiore attraverso l'orazione; l'evidenziare la presenza della ricerca di Dio dell'uomo anche nell'attuale società senza Dio; condanna dell'uso di droghe, antirazzismo, ed infine l'abbandono in Dio: "Humble ourselves in the sight of the Lord / He'll lift us up in due time / He's never late and He's never wrong / [...] And I pray for a changed heart / To walk with you Lord, and never depart / And I pray for a changed heart / You grant me the grace for a new start".

Prisoner's creed prende forma con una lunga anfitrionica distorsione, di lì il sound sarà prettamente prog sia nel cucito ritmico che nelle belle linee vocali del singer e chitarrista Victor Griffin; il riffing è a tratti anche cupo e possente. A seguire Sense of divinity, decisamente più doom-oriented, l'espressione vocale è rallentata ed intensa ed il chorus si dipana molto fascinoso. Il corpo centrale sviscera però una certa vivacità progressiva con tanto di assolo andante, almeno fino all'improvvisa implosione su delicate e soffuse note. Un dolce riff acustico fa da preludio alla terza Darkest hour, cadenzata doom/prog con protagonisti sia le melodie vocali che la lead guitar, la quale si prodiga poi in un lungo sognante e suggestivo assolo; il finale è ancora doom. Arriviamo così al primo dei tre Interlude di 10 secondi o su di lì: vi si materializzano onirici arpeggi che veicolano al poderoso doom di Apart from me che, infarcita di un riecheggio vocale e di un chorus non troppo riuscito, ha nel finale un lungo assolo sopraelevato rispetto ad un cupo riffing. La title-track di oltre sei minuti stupisce, chi si sarebbe aspettate esplicite sonorità country?

Scavalchiamo l'immaginario limite di metà track-list con We the unrighteous, doom/prog ricco di backing vocals ed orpelli studio quali effetti elettronici ed un ricco vociare di sottofondo. Siamo al secondo Interlude, stavolta fosco se non quasi horrorifico: è il preambolo a Masters of jest che però non segue affatto questa linea tracciata, bensì si assesta su lande stilistiche prog e doom in cui risalta un lungo "sporco" assolo decisamente ben riuscito. Altro ed ultimo Interlude: qui è prima soffuso poi country nella sola chitarra. Lookin' for a reason rasenta i sei minuti e mezzo ed è ovviamente l'episodio più esteso di questi 46 giri di lancetta: si alterneranno, ben armonizzate, partiture soffuse fusion con sax ed assolo, e riffoni più metallici di sound doom/prog. Il penultimo episodio dell'album Relentless, cover riarrangiata dei Pentagram, l'ex band di Griffin, è heavy ritmato in testa e coda, ma il corpo centrale è ancora una volta doom/prog dai riff anche cupi e gravi. Il terzetto americano si commiata con Changed heart, dove il fascino onirico si intreccia con passionali intensità.

Una band di classe i Place Of Skulls, classe non superlativa ma se gradite lavori maturi, elaborati e densi di variegate influenze, se ricercate le cadenze ed i bei vocalizzi infarciti di groove allora "The Black Is Never Far" soddisferà i vostri appetiti.

Vaake

VOTO

81

 

 Best view:  No Firefox!   Optimized:  FONT: Old-English ( —> download Old-English font <—); SCHERMO: 1280x1024   Credit:  Template by Vocinelweb.it