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I P.O.D.
sono sicuramente uno dei gruppi più influenti nella storia della musica
cristiana, con il loro nu metal ricco di elementi rap, hanno venduto
milioni e milioni di dischi. Il loro primo grande successo fu proprio
"The Fundamental Elements Of Southtown" certificato disco di platino
dalla Recording Industry Association of America. Dal quel momento in
avanti, l’ascesa dei P.O.D. divenne a tutti gli effetti
inarrestabile.
Il full-length in
questione inizia con Greetings, traccia rap che fa da
apripista ad Hollywood, caratterizzata da un sound che
ricorda molto quello dei Rage Against The Machine per i riff di
basso molto funky, sebbene la chitarra di Marcos sia evidentemente
ribassata. Segue poi Southtown, in cui vengono abbandonati
i ritmi funky e rap, per lasciare spazio, soprattutto nel finale, ad un
sound decisamente più aggressivo, Ottima la prova ai microfoni di Sonny,
capace di variare stile di continuo: dalla voce clean a quella urlata,
tipica del nu metal. Uno dei pezzi più belli di tutto l’album è
Lie down. Vi assicuro che ascoltandola non riuscirete a stare
fermi, senza accorgervi la vostra testa inizierà ad oscillare per un
headbanging selvaggio tra le sofferenti grida di Sonny nel refrain e gli
aggressivi riff di chitarra, accompagnati da irruenti colpi di basso.
Subito dopo, per compensare tutto questo dinamismo musicale, troviamo
Set your eyes to zion, in un certo senso la ballad
dell’album, dalla melodia tendenzialmente malinconica e dai ritmi reggae
(genere molto amato dal singer dei P.O.D.).
Molto
belle le lyrics, dirette ed esplicite, a differenza di come sarà nei
futuri lavori della band: 2I’ve begun to search for One / Giver of life,
I and I recognize / To be with You, forever I’ll be with You / In
paradise, Zion I set my eyes / Set your eyes to Zion / Jah Jah people
ride on / Tell me Mr. Deadman? / Do you have the answer? / How do you
get to Heaven? / Do you have the answer? / Hey Mr. Deadman / I’ll tell
you if you want to know / How you can get to Heaven? / Believe in I Jah
Jah Son".
Tra i diversi intermezzi strumentali presenti tra una traccia e l’altra,
quello che sicuramente colpisce più di tutti è la lettura del Salmo 150
in ebraico, mentre fa da tappeto un rilassante arpeggio di chitarra, che
crea un’atmosfera solenne, epica, che si discosta molto dal sound della
band, ma che nel complesso non stona assolutamente, anzi si collega
perfettamente a Image, una delle song più violente
dell’album, ricca di cambi di velocità e sound. Con Tribal
e Freestyle (rispettivamente track 13 e track 14), si
torna al rap già incontrato nei primi pezzi, mentre nelle ultime due
tracce, Follow Me e Outkast, il sound
diventa più violento, più cupo, prettamente nu metal, in modo
particolare in Outkast con i suoi ossessivi e angoscianti
riff di chitarra.
In conclusione,
"The Fundamental Elements Of Southtown" è sicuramente uno dei
migliori album prodotti dalla band, vi è infatti un perfetto equilibrio
tra metal e rap, a differenza di come avverrà in seguito, per esempio
con "Testify" del 2006, in cui la bilancia penderà decisamente
più verso il rap. Da sottolineare infine l’ottima produzione, con un
booklet molto curato nei minimi particolari, e questa è uno dei tanti
aspetti che giustificano l’ottimo voto relativo al full-length.
Daniele Fuligno |