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Black brutale, malato, oscuro, con infaticabili bordate death ed
angosciosi, spartani, stacchi doom. E' questo il contenuto del debut
della band brasiliana dal make-up assai aggressivo, almeno quanto la
propria fede cristiana, estremizzata ed interpretata in tutta la sua
grezza crudezza. Tre membri compongono i Poems Of Shadows: oltre
al singer e bassista Lord Shavout, il leader, e ad Argoroth ai drums,
colpisce che sola al reparto chitarra ci sia Lady Dammaris, sì, una
donna! "Nocturnal Blasphemous Chanting"
è uscito autoprodotto, ma la qualità grafica (alcuni errori a parte)
è decisamente alta, inoltre il Cd contiene extra multimediali di
interessante approfondimento su band, storia, pensiero, ma anche video,
foto e quant'altro. Che il gruppo faccia sul serio lo testimonia anche il videoclip di
Covenant chalice of blood
che, ben pensato e lavorato, ricco di effetti nonostante il basso
budget, propone una rivisitazione del sacrificio eucaristico in
(un)black style, la quale, diciamo subito, non può lasciare
indifferenti."Great Dragon / old Serpent / go to hell. / In Jesus name / in
God's people / truth is reveled". Cristocentrismo, antisatanismo,
crush evil, armageddon: unblack metal senza compromessi sono i testi
dei Poems Of Shadows, il cui debut dura quasi cinquanta
minuti per tredici tracce, la prima delle quali, Put on the
whole armour, è un cupissimo intro di sinistre voci,
tastiere di stritolante oscurità, ritmica marziale ed esplosione
finale che ci conduce alla sfuriata old-school di Nocturnal
blasphemous chanting chiusa da uno screaming straziato.
Linee melodiche turbanti, apprensione doom e deliri black rendono
ancor più inquietante Covenant chalice of blood,
traccia che nel successivo video è molto più lunga, articolata e
meglio masterizzata. Riff esplosivi accompagnati da una melodia
tastieristica attendono l'arrivo di un lontano scream per
ricaotizzarsi: pause dal sound schiacciante e nuove accelerazioni in
cui però sopravvive un filo razionale di melodia. Questo è la bella
Sacrifice of triumph. Possenza, buio, ritmiche
distruttive e anche qui vaghe melodie danno vita a Behold, the
rising of the scarlat moon, seguita poi dal totale caos che
apre Steel of thunder, in our footsteps la quale poi a
sorpresa si sviluppa black'n'roll intervallato da un passaggio doom.
Inattesa pacatezza apre e chiude Crushed into dust...forever
eternal!! che però nel mezzo ospita stordenti detonazioni ed
isterica frenesia black. Spettacolo è il tetro doom
chitarristico con screaming all'ingresso di Blasphemy will
never rise, che alternerà sorde mitragliate di doppia cassa a mero doom, fino al
giungere dell'old-school tritatutto, ma non il
down tempo che infatti riesce a riemergere. Simile nella
struttura è la seguente Complete destruction, absolute
annihilation, il cui testo richiama esplicitamente alcune
parti di "Hellig Usvart" degli Horde, ma anche la
bella Darkness begin to sing death, più orientata però
verso il doom melodicizzante e l'atmosfericità carica di tensione
inquieta. Doom e black doom-oriented caratterizzato da continui
cambi di tempi segnano Shadows embrace the sorrows of pain.
Chiude l'album The weak light of a sad day con la sua
rabbia, la sua angoscia, la sua gravosità, in cui presentissimo è
"Hellig Usvart" di cui è indubbio come "Nocturnal
Blasphemous Chanting" sia uno dei suoi numerosi, diretti, figli.
Vaake |