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POEMS OF SHADOWS
Nocturnal Blasphemous  Chanting
 
 

 

POEMS OF SHADOWS
Obscure Forest, Destructive Illusion
unblack
2009 - Sullen Records
(Brasile)
www.myspace.com/poemsofshadowsfanpage

 

Secondo lavoro sulla lunga distanza per i Poems Of Shadows, che segue il buon esordio del 2004 intitolato "Nocturnal Blasphemous Chanting", il quale presentava una band dall’attitudine cristiana intransigente e un sound già con buone potenzialità ma ancora in parte acerbo ed embrionale. C’è da dire che il tempo ha smussato molti spigoli e delineato meglio il sound di questa formazione, che si ripresenta cinque anni dopo il debut con questo "Obscure Forest, Destructive Illusion", il quale mette in bella mostra una maturazione notevole che si può evincere anche da uno stile che, seppur non dica nulla di nuovo, sa farsi strada con la giusta dose di personalità e determinazione. A differenza del precedente platter, la band brasiliana ha infatti apportato qualche novità al proprio sound, a partire da una produzione più pulita e potente fino ad arrivare a piccoli cambiamenti che si inseriscono con discrezione nel loro tipico sound, ma che al tempo stesso marchiano a fuoco un nuovo percorso fatto non più solo di black metal "tirato" e feroce, ma che spesso e volentieri si arricchisce di mid-tempo e partiture di chitarra più massicce che strizzano anche l’occhio a certi Immortal del periodo 1999-2000. Quindi un certo alone epico e solenne ammanta le nuove song dei Poems Of Shadows, rendendole più fluide ma comunque coerenti col loro passato, in quanto quando c’è da premere il piede sull’acceleratore i Nostri non si tirano certo indietro, pur facendolo con maggior parsimonia.

Il disco si apre con Armaments of war, piuttosto lugubre nel suo incedere che sfocia in un riffing dal sapore "thrashy" e una sezione ritmica che si fa sempre più poderosa con belle cavalcate in doppia cassa. Buone le vocals e ottima la prova degli altri musicisti, ognuno capace di dimostrare senza esitazione di essere maturato sia sotto il profilo tecnico che su quello compositivo. Si prosegue ancora meglio con Thoughts of insane in the dark, song compatta e davvero coinvolgente, che si esprime in un limbo fatto di heavy metal epico e accelerazioni in blast beat tipiche del black più oltranzista. L’alone dei Bathory e degli Immortal più solenni trova di nuovo spazio in Real and true cause, dove non vi è quasi traccia del black metal a cui ci aveva abituato questa formazione nel suo esordio, essendo oramai evidente, anche scorrendo le tracce seguenti, che quelle sonorità sono state messe quasi definitivamente da parte in favore di un Heavy/Extreme Metal solo più in parte influenzato dal black metal. A conferma di ciò arriva una delle tracce che si avvicina di più allo stile epico messo finora in mostra, ovvero Immortal truth, episodio glaciale e ficcante che spiana la strada a una delle poche song veloci di questo disco, Hordes of darkness, basata su incessanti blast beat, doppia cassa e azzeccati rallentamenti. Chiudono l’opera la doppietta formata dalla title track, che riprende tutti gli elementi finora espressi e Call of honor, dove buoni riff si innestano su una base ritmica di tutto rispetto in doppia cassa incessante e velocità sostenute sparse qua e là, senza però mai perdere in atmosfera e pathos.

Concludendo posso dire che questo secondo parto della formazione carioca è stato davvero una piacevole sorpresa per me, in quanto è sempre bello notare che ci sono bands che lavorano sodo per migliorarsi e per definire meglio il proprio sound, e direi che i Poems Of Shadows stanno andando dritti all’obiettivo con una progressione graduale ma notevole. Probabilmente ci sarà qualcuno che, essendosi molto affezionato al precedente album non apprezzerà molto questa piccola virata verso territori meno oltranzisti e più atmosferici, ma io sono dell’avviso che una band non si debba valutare in base a parametri di estremismo o meno, ma in base alla qualità della propria proposta e in base alla sua capacità di evolversi nei propri ambiti, e questo, oltre a non essere scontato, non è per nulla semplice. I Poems Of Shadows ci sono riusciti, o perlomeno stanno cercando di imboccare una strada più impervia ma che, date le premesse, sono sicuro sarà battuta al meglio e regalerà molte soddisfazioni rispetto alla solita stagnazione stilistica che molte volte rimane garanzia di sicurezza ma che altrettante volte annoia non poco.

Il mio giudizio numerico quindi deve rimanere relativo per vari fattori, tra i quali il fatto che il primo album è stato recensito da un’altra persona, e poi perché parliamo di due prodotti abbastanza diversi. In ogni caso un plauso a questa band per la voglia e l’impegno profusi in quest’opera, che sarà capace di scontentare forse qualche loro fan della prima ora, ma che al contempo saprà rendersi decisamente più accattivante e meno stereotipata al cospetto di molti altri.

Infected

VOTO

80

 

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