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Rimane invariata la potenza che sprigiona questa energica
thrash-death band, i Possession riconfermano infatti il loro
timbro stilistico pubblicando un Ep precisamente un anno dopo l'uscita
del loro unico Lp "Eternally Haunt". Sono tre le canzoni di
questo album, che con violenza e impeto penetrano nell'orecchio
dell'ascoltatore lasciando evidenti segni thrash-death metal, ovvero
tempi veloci e in continuo evolvere, riff puntati sul thrash e soli
chitarristici efficaci e caratterizzati da un suono particolarmente
bello e interessante della lead guitar. Particolare riguardo lo merita
la voce, ovvero un alternare growl-scream a qualche falsetto melodico,
tanto per sottolineare il chaos degenerante che esprime questo potente
Ep. La performance è eseguita da Nyk Edinger al microfono, Mike Vinson e
Shayne Scholl alle chitarre e Shane Goade alla drum section (il basso è
suonato dallo stesso chitarrista Mike Vinson) e gode di tre potenti
brani.
Si parte da Scourge and fire: attacco
immediato a massima potenza suonato da tutti gli strumenti, growl-scream
a tutto fuoco e assoli ben studiati; pur rischiando di scadere un po'
nella ripetitività ritmico-musicale, il brano offre diversi passaggi
interessanti.
Il
testo esprime un cristianesimo radicale, parlando della battaglia tra
carne e spirito (Trials by fire has begun, battles of the flesh / The
gates of hell shall not prevail, shall not prevail) e del sacrificio che
Gesù ha fatto per noi (I'm alive, by the blood of Christ / I offer
myself, a living sacrifice).
Il secondo pezzo s'intitola Dance macabre, un
arpeggio pulito di chitarra introduce un attacco di voce violento, come
i nostri hanno sempre fatto, l'unica differenza dalla precedente
canzone, sono alcune riprese lente e la più frequente presenza di
falsetti melodici. A chiudere l'album c'è una bonus track di nome e di
fatto (è questo il nome che è stato attribuito alla song sulla
controcopertina del disco), rispetto a prima è molto differente la
costruzione armonica utilizzata, si ha infatti un tempo meno veloce e
molto più lineare rispetto ai precedenti, la voce è quasi tutta in
falsetto melodico (forse è la più indicata per gli amanti del thrash
serio); anche la costruzione è più schematica e professionale, si può
dire che forse è il brano più orecchiabile dell'episodio.
Ciò che molto risalta in questo disco è la copertina
d'impatto, un leone che divora la croce rovesciata, simbolico di Cristo
che sconfigge l'Anticristo; per il resto buon Cd, la produzione forse è
più scadente rispetto a quella del precedente, ma il sound rimane
comunque nitido e pulito; musicalmente invece, se sotto certi aspetti è
un po' monotono e ripetitivo, suona comunque come un disco decisamente
energico e potente: gli amanti del thrash old school storceranno un po'
il naso, ma chi ama i miscugli con il death metal non faticherà ad
apprezzare questa band.
Francesco Romeggini |