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PROMESSA DIVINA
Mercy Welcome
 
 

 

PROMESSA DIVINA
Crush Hell
unblack
2000 - Self
(Brasile)
n.d.

 

Se "Mercy Welcome" l'avevo paragonato allo stato embrionale del sound di Edmilson "Lord Shavout", allora qui siamo in pieno periodo zigote, momento plasmatorio nel quale si distinguono a malapena quelle che diverranno le strutture stilistiche portanti della maturità artistica; il mastermind dei Promessa Divina sarà poi un alfiere dell'unblack più raw e violento, ma qui è fortemente orientato verso il doom, oltreché non troppo mal disposto a concedersi a tentazioni melodiche. Ciò che non manca di certo è l'oscurità, resa più verosimile da insistite inclusioni di ambient notturno e temporalesco, e questo già a partire dal tenebroso Intro minimale e proclamato. La registrazione è amatoriale, ma ciononostante il Cd ci propone un apprezzabile sonoro, e già per questo motivo "Crush Hell" strappa qualche punto nel computo del voto finale, soprattutto considerando il Paese di origine.

Lavoro amatoriale dunque, in cui troviamo ben poco di memorabile (inteso nel banale significato di "da ricordare"), ma tuttavia ricco di una teoria di spunti atmosferici che lo portano a reggere quantomeno l'impatto di un paio di attenti ascolti. Penso ad esempio alle liturgicità in screaming di Crush hell; al pathos marziale, alle intense black pattern e al lungo finale solistico che, seppur tecnicamente sporco, risulta comunque evocativo in Batalha divina. Doom track con minimalismi che strizzano l'occhio al fusion per Acolhe-me, di contro refrain catchy e chitarre hard'n'heavy per Os anjos de Deus batalham. Al giro di boa eccoci ad un trittico di episodi di mero black, melodico il primo - Punições -, più serrato il secondo - Black metal -, chitarristico il terzo - Álcool e drogas - diviso dai primi due dall'intramezzata Pense, brano pestato che non disdegna la melodia. Chiude la doom recitata A morte chegou.

Neppure disponendo dei testi, non c'è molto da dire a conclusione di questa recensione: disco introvabile, di valore ben circoscritto ad un grezzo demo d'esordio che quantomeno può gloriasi di essere un full-length, ma la cui rincorsa impossibile la riservo ai soli fans - proprio quelli più "idolatranti" - di Poems Of Shadows e Devotam.

Vaake

VOTO

62

 

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