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Dalla Pennsylvania vengono i Promise Land,
band che, attiva dal 2001, è riuscita solo a pubblicare una demo
autoprodotta nel 2005 senza poi più far sapere niente di sé; i quattro
musicisti presenti in questa demo sono fautori di un metal sinfonico
molto semplice dal punto di vista della costruzione dei pezzi: si parte
con Shock & awe, strumentale dove le tastiere sinfoniche
fanno da strumento portante, a differenza delle chitarre che hanno più
un ruolo accompagnatore, caratteristica che a quanto pare definisce un
po' tutto il sound del disco.
Life sembra abbia un settaggio di
mastering più basso della precedente, ed è qui che compare il cantato
che facendo comunque non male il proprio lavoro suona basso come
bilanciamento in molte parti, venendo sommerso dal resto; la voce è
molto roca e incisiva, e il suo calcare tonalità molto basse dà un tocco
gothic al songwriting, il quale comunque prevede già di per sé quei tipi
di velocità. Christ in us apre lenta accompagnata da un
piano che lentamente prepara la strada per l'ingresso degli altri
strumenti; sembra che traspaiano idee, ma che manchi l'abilità nello
strutturarle in maniera efficiente, troppi break e alternati lento-forte
che paiono quasi forzati, ed anche nella closer track Secret of
tears i giri musicali sono monotoni, e in qualità di unico pezzo
non sinfonico prevede molta più presenza delle chitarre che comunque
riempiono sufficientemente con brevi assoletti e fraseggi.
Sicuramente un lavoro come questo ci sta in veste di debutto, e come
disco autoprodotto non si presenta malvagiamente, c'è comunque bisogno
di elaborare meglio le idee musicali e rendere i pezzi meno annoianti,
dato che nel suo piccolo traspare potenziale d'ispirazione; ma è una di
quelle cose che se non la sai lavorare serve a poco.
Francesco Romeggini
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