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Ormai è risaputo che uno dei luoghi in cui il
panorama metal cristiano è molto ampio è l'America Latina. Un po' più
raro è invece trovarvi una band che per trasmettere il messaggio
cristiano utilizzi uno stile molto amato dai cugini statunitensi, ovvero
il metalcore. Una di queste band è quella dei Quejidos Del Seol,
white portoricani che utilizzano come stile tanto il metalcore
statunitense quanto il death tipico del Sud America, come quello dei
Sepultura. In pratica, definirli una band metalcore sarebbe
riduttivo, definirli death sarebbe inesatto, quindi si può
tranquillamente dire che il loro genere esatto è il deathcore. Quanto
alle liriche, scritte interamente in spagnolo, riguardano soprattutto
l'amore che Dio ha verso i suoi figli, l'importanza che Lui ha nella
nostra vita e la sua redenzione dai peccati.
Dopo una breve Intro, la prima vera
traccia è Control, che apre con ottimi fill di batteria
accompagnati da pesanti riff; notevole l'accoppiata growl-clean voice,
che in alcuni tratti si sovrappongono, in altri si alternano.
Militante esordisce in maniera più cupa e death, con riff chiusi
e meno armonici, che proseguono così durante tutta la traccia, salvo
qualche riff. Circunstancias ha un sound diverso dalle
precedenti song, con riff leggermente più veloci, alti e armonici,
accompagnati da pesanti colpi di basso. Tiempo apre con
riff post-core e fill rapidi e vari. Una caratteristica di questo gruppo
è la quasi totale mancanza di assoli, in quanto sono sempre presenti i
riff delle due chitarre, anche se a volte il sound troppo cupo e grezzo
impedisce di valutare a pieno il potenziale ritmico, e molti riff
vengono perciò sottovalutati. Rechazo mantiene il solito
stile grezzo per quanto riguarda le chitarre, ma è più evidente
l'utilizzo della pedaliera: ottimi sono in chiusura i colpi di basso,
anche se troppo brevi. Oportunidad non ha quasi nessun
cenno di metalcore, in quanto fill e riff sono lenti e pensati, però la
chiusa è un po' confusionaria. Eternidad, la title-track,
e la successiva Manifiesto, prendono a piene mani dal
death più duro e violento, perdendo ogni traccia del core che ogni tanto
faceva capolino nelle altre composizioni. El rapto si
distacca dallo stile dei precedenti brani e opta per riff più alti e
tecnici, che però, soprattutto in alcuni tratti, si fanno caotici e poco
armonizzati. Le tre bonus track, La promesa, Vendas
e Busqueda, rappresentano un buon equilibrio tra metalcore
e death, ma perdono punti per quanto riguarda lo stile vocale in quanto
viene utilizzato un growl troppo pulito che fa perdere profondità al
pezzo.
Insomma, questo disco è molto complicato, difficile
da capire per chi non sia abituato alle sonorità death-grind. Per chi
apprezza il metalcore più duro e grezzo, accompagnato da possenti
cavalcate death, "Eternidad" non dovrebbe mancare nella propria
discografia, mentre chi preferisce le sonorità melodiche nordeuropee
certamente storcerà il naso di fronte a questo stile grave e massiccio.
Francesco Pellegrino
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