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RANDOM EYES
Eyes Ablaze
 
 

 

RANDOM EYES
Invisible
melodic heavy
2008 - Bullroser Records
(Finlandia)
www.myspace.com/randomeyes

 

I Random Eyes sono un gruppo relativamente giovane, ma con una line-up di un certo calibro formata da musicisti con già alle spalle diversi lavori in altre band. Tanto per fare nomi, il singer Christian Palin, lo stesso degli Essence Of Sorrow, il bassista Voitto Rintala (ex-Cruciferae, ex-Recidivus ed ex-Worship Factory), il batterista Markus Niemispelto (Wingdom e Mehida) e per finire l’ormai espertissimo tastierista Mikko Härkin, che ha suonato in gruppi come Sonata Arctica, Kotipelko, Kenziner e che tutt’ora lavora con molte altre christian band finlandesi. L’unico della line-up ad essere ancora poco conosciuto è l’ottimo chitarrista Olli Tanttu che ha uno stile che ricorda molto quello di Jani Stevanovic. Il sound dei Random Eyes è un heavy melodico, con molte influenze power e alternative.

"Invisibile" si apre con Deep waters, un brano che ricorda lo stile dei Narnia soprattutto per le linee vocali. E’ infatti incredibile già nelle prime battute la somiglianza di Palin con Rivel. Il resto della canzone presenta poi ritmi martellanti molto groove oriented, gli stessi che faranno da introduzione a Living for tomorrow, traccia che miscela lo stile degli Stratovarius con elementi alternative, ma non è un caso isolato, basti ascoltare anche New flow. La terza traccia è Alive, brano a tratti molto aggressivo e veloce, tranne nel refrain in cui l’atmosfera si fa quasi epica e il ritmo rallenta. I riff martellanti che hanno accompagnato fino ad adesso tutte le canzoni spariscono quasi completamente con Where I belong che invece presenta elementi doom. Segue poi For Your love, un power alla Sonata Arctica. A questo punto però è inutile un’analisi track-by-track: tutti i brani sembrano uno la fotocopia dell’altro, i soliti riff aggressivi che si smorzano nei refrain. Non voglio dire che siano brutti o mal eseguiti, ma che alla lunga annoiano, ci andrebbero sicuramente più varianti. Rimane solo da citare You are the reason, decima traccia, nonché ballad del full-length e a mio parere la canzone più bella di "Invisibile", con la sua melodia a tratti malinconica e sognante, che sa molto di praise & worship.

In conclusione si può affermare che il talento nella band non manca, e neanche l’abilità dei musicisti, ma c’è poca fantasia e personalità. Le tracce sono troppo simili l’una con l’altra e spesso riprendono gli stili di altre band. E’ la solita storia, ormai in campo melodico è difficile proporre qualcosa di nuovo che sappia sorprendere. "Invisibile" è - in tal senso - un disco modesto, si fa ascoltare tranquillamente, ma non di più.

Daniele Fuligno

VOTO

72

 

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