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I Random Eyes
sono un gruppo relativamente giovane, ma con una line-up di un certo
calibro formata da musicisti con già
alle spalle
diversi lavori in altre band. Tanto per fare nomi, il singer Christian
Palin, lo stesso degli Essence Of Sorrow, il bassista Voitto
Rintala (ex-Cruciferae, ex-Recidivus ed ex-Worship
Factory), il batterista Markus Niemispelto (Wingdom e
Mehida) e per finire l’ormai espertissimo tastierista Mikko Härkin,
che ha suonato in gruppi come Sonata Arctica, Kotipelko,
Kenziner e che tutt’ora lavora con molte altre christian band
finlandesi. L’unico della line-up ad essere ancora poco conosciuto è
l’ottimo chitarrista Olli Tanttu che ha uno stile che ricorda molto
quello di Jani Stevanovic. Il sound dei Random Eyes è un heavy
melodico, con molte influenze power e alternative.
"Invisibile"
si apre con Deep waters, un brano che ricorda lo stile dei
Narnia soprattutto per le linee vocali. E’ infatti incredibile
già nelle prime battute la somiglianza di Palin con Rivel. Il resto
della canzone presenta poi ritmi martellanti molto groove oriented, gli
stessi che faranno da introduzione a Living for tomorrow,
traccia che miscela lo stile degli Stratovarius con elementi
alternative, ma non è un caso isolato, basti ascoltare anche New
flow. La terza traccia è Alive, brano a tratti
molto aggressivo e veloce, tranne nel refrain in cui l’atmosfera si fa
quasi epica e il ritmo rallenta. I riff martellanti che hanno
accompagnato fino ad adesso tutte le canzoni spariscono quasi
completamente con Where I belong che invece presenta
elementi doom. Segue poi For Your love, un power alla
Sonata Arctica. A questo punto però è inutile un’analisi
track-by-track: tutti i brani sembrano uno la fotocopia dell’altro, i
soliti riff aggressivi che si smorzano nei refrain. Non voglio dire che
siano brutti o mal eseguiti, ma che alla lunga annoiano, ci andrebbero
sicuramente più varianti. Rimane solo da citare You are the reason,
decima traccia, nonché ballad del full-length e a mio parere la canzone
più bella di "Invisibile", con la sua melodia a tratti
malinconica e sognante, che sa molto di praise & worship.
In conclusione si può
affermare che il talento nella band non manca, e neanche l’abilità dei
musicisti, ma c’è poca fantasia e personalità. Le tracce sono troppo
simili l’una con l’altra e spesso riprendono gli stili di altre band. E’
la solita storia, ormai in campo melodico è difficile proporre qualcosa
di nuovo che sappia sorprendere. "Invisibile" è - in tal senso -
un disco modesto, si fa ascoltare tranquillamente, ma non di più.
Daniele Fuligno |