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Primo disco della band di Nashville, che ha avuto tanto
successo da meritarsi una nomination ai Grammy Awards 2006 come Best
Rock Gospel Album; non l'hanno portato a casa, ma la nomination è
servita loro da vetrina per passare dalla Essential a una label di
maggior rispetto, quale la Sony. Il quartetto americano composto dal
vocalist e mente Michael Barnes, dalle chitarre di Jasen Rauch e di
Randy Armstrong, dal basso Anthony Armstrong, hanno ricevuto con questo
disco e soprattutto col singolo Breathe into me moltissimi
favori di pubblico e critica, non solo nelle christian chart. Di certo è
che questo primo full-length è stato un ottimo preludio al capolavoro
successivo!
Il pianoforte ci conduce in Intro (End of silence)
pezzo instrumental, cui si appoggiano orchestrati violini, mentre
l’interruzione di basso e chitarre ci introduce nel primo singolo
estratto, Breathe into me. Paragonati troppe volte ai
Linkin Park, il vocalist, il più delle volte in clean, ci regala
intense performance, come quella di questo pezzo. Intermezzo di archi
che ci fa abituare al loro stile, ha un ritornello molto orecchiabile e
ricco di significato: "Breathe Your life into me / I can feel You / I'm
falling, falling faster / Breathe Your life into me / I still need You".
Riff lontani di chitarra ci avvisano di Let go, secondo
singolo estratto; interpretazione ricca di pathos per questa song dal
ritmo incalzante; bellissimo intermezzo di piano-voce a cui si
aggiungono una vigorosa batteria e dei malinconici violini; stacco di
chitarra acustica e si ritorna all’inizio. Superba!
Already over è più melodica, con piano e voce che fanno da apertura; il
ritornello è nella norma di ciò che abbiamo già ascoltato, ma con più
gioco di voci. Le preferisco la seconda parte, Already over, Pt. 2,
più struggente grazie alla sensazione prova del singer, con un tocco
atmospheric
gradito, tanto
da essere uno dei migliori pezzi qui contenuti.
Proseguiamo con la lunga intro di piano e synth di
Lost; come sempre il ritornello è amico dell’orecchiabilità;
ottima scelta del bridge dopo il secondo chorus, che rende più intenso
il testo di questo brano. Intro diversa per Pieces, dal
testo goth; piano-archi-chitarra acustica, roba d’altri tempi! Da
sottolineare è l’intermezzo di violini e chitarra, composizione eccelsa
per una ballad song. Si torna alla struttura dei primi pezzi con
Break me down, meno violini, ma piatti e sintetizzatore per la
voce. Marcatamente alternative rock, Wasting time è un
intreccio di linee melodiche del basso e growl del vocalist, ma dobbiamo
aspettare il disco successivo per avere tinte più forti nella voce di
Barnes. Gave it all away è il pezzo dell’headbanging per
eccellenza: corde del basso tirate e chitarre protagoniste assolute del
pezzo; grande prova del vocalist.
Sulla stessa scia Hide, è una song dalle
mille sorprese musicali, sia per quanto riguarda il ritmo, sia per il
contributo di ogni elemento della band; da notare è il finale: questa
volta è il piano a concludere il pezzo anziché aprirlo. Concludiamo con
la versione acustica di Lost; non bisogna aspettarsi una
versione di sole chitarre. È un pezzo eccezionale fatto di architetture
di violini e violoncello su cui la voce e gli altri strumenti mettono in
piedi uno dei brani più belli del presente lavoro. Nella versione deluxe,
alcune song sono proposte live in uno speciale DVD. Imperdibile!
Roberta Cannone |