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Innocence & Instinct
 
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Until We Have Faces
 
 

 

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End Of Silence
alternative
2006 - Essential Records / 2007 - Sony Music Ent.
(USA)
www.myspace.com/dropofred

 

Primo disco della band di Nashville, che ha avuto tanto successo da meritarsi una nomination ai Grammy Awards 2006 come Best Rock Gospel Album; non l'hanno portato a casa, ma la nomination è servita loro da vetrina per passare dalla Essential a una label di maggior rispetto, quale la Sony. Il quartetto americano composto dal vocalist e mente Michael Barnes, dalle chitarre di Jasen Rauch e di Randy Armstrong, dal basso Anthony Armstrong, hanno ricevuto con questo disco e soprattutto col singolo Breathe into me moltissimi favori di pubblico e critica, non solo nelle christian chart. Di certo è che questo primo full-length è stato un ottimo preludio al capolavoro successivo!

Il pianoforte ci conduce in Intro (End of silence) pezzo instrumental, cui si appoggiano orchestrati violini, mentre l’interruzione di basso e chitarre ci introduce nel primo singolo estratto, Breathe into me. Paragonati troppe volte ai Linkin Park, il vocalist, il più delle volte in clean, ci regala intense performance, come quella di questo pezzo. Intermezzo di archi che ci fa abituare al loro stile, ha un ritornello molto orecchiabile e ricco di significato: "Breathe Your life into me / I can feel You / I'm falling, falling faster / Breathe Your life into me / I still need You". Riff lontani di chitarra ci avvisano di Let go, secondo singolo estratto; interpretazione ricca di pathos per questa song dal ritmo incalzante; bellissimo intermezzo di piano-voce a cui si aggiungono una vigorosa batteria e dei malinconici violini; stacco di chitarra acustica e si ritorna all’inizio. Superba! Already over è più melodica, con piano e voce che fanno da apertura; il ritornello è nella norma di ciò che abbiamo già ascoltato, ma con più gioco di voci. Le preferisco la seconda parte, Already over, Pt. 2, più struggente grazie alla sensazione prova del singer, con un tocco atmospheric gradito, tanto da essere uno dei migliori pezzi qui contenuti. Proseguiamo con la lunga intro di piano e synth di Lost; come sempre il ritornello è amico dell’orecchiabilità; ottima scelta del bridge dopo il secondo chorus, che rende più intenso il testo di questo brano. Intro diversa per Pieces, dal testo goth; piano-archi-chitarra acustica, roba d’altri tempi! Da sottolineare è l’intermezzo di violini e chitarra, composizione eccelsa per una ballad song. Si torna alla struttura dei primi pezzi con Break me down, meno violini, ma piatti e sintetizzatore per la voce. Marcatamente alternative rock, Wasting time è un intreccio di linee melodiche del basso e growl del vocalist, ma dobbiamo aspettare il disco successivo per avere tinte più forti nella voce di Barnes. Gave it all away è il pezzo dell’headbanging per eccellenza: corde del basso tirate e chitarre protagoniste assolute del pezzo; grande prova del vocalist.  

Sulla stessa scia Hide, è una song dalle mille sorprese musicali, sia per quanto riguarda il ritmo, sia per il contributo di ogni elemento della band; da notare è il finale: questa volta è il piano a concludere il pezzo anziché aprirlo. Concludiamo con la versione acustica di Lost; non bisogna aspettarsi una versione di sole chitarre. È un pezzo eccezionale fatto di architetture di violini e violoncello su cui la voce e gli altri strumenti mettono in piedi uno dei brani più belli del presente lavoro. Nella versione deluxe, alcune song sono proposte live in uno speciale DVD. Imperdibile!

Roberta Cannone

VOTO

85

 

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