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RED
End Of Silence
 
 

 

RED
Innocence & Instinct
alternative
2008 - Sony Music Ent. / Essential Records
(USA)
www.myspace.com/dropofred

 

A quasi tre anni dal disco di esordio, i Red ci regalano un lavoro a tutto tondo. In questo full-length non ne sbagliano una, confermandosi una delle migliori christian band metal della scena attuale. Dieci pezzi che restano dentro e che hanno bisogno di un ascolto attento, poiché nulla è lasciato al caso. Quest’album è uscito in doppia versione: standard e deluxe, quest’ultima include il video del terzo singolo estratto da questo lavoro, il "making-of" del disco e una photogallery. Anche in fatto di marketing, la band ha seguito la giusta traiettoria.

Iniziamo subito col primo singolo estratto, Fight inside, dall’apertura tranquilla e pacata…. È solo l’inizio, perché si scatena in un vortice a cui non si può resistere. Il connubio archi-voce è una costante in questo lavoro. Con questo pezzo, i Red vantano anche un record: è stata la numero uno appena entrata in classifica, forse perché il pubblico apprezza la costante relazione fra sofferenza e armonia di voce e violini. Il terzo singolo, Death of me, di cui gira anche un video molto apprezzato come abbiamo detto sopra, è uno dei lavori più belli qui contenuti e la sua indole radiofonica ne ha fatto uno dei pezzi più scaricati; tanta è la carica emotiva nella voce di Michael Barnes, il quale l’ha ben sottolineata anche nelle lyrics: "You tear me down and then you pick me up, / You take it all and still it’s not enough, / You try to tell me you can heal me, / But I’m still bleeding and you’ll be / The death of me!". Mistery of you è sulla stessa scia dei primi pezzi, anche se in questa si nota subito un uso maggiore dei sintetizzatori. In fatto di line up, la band è rimasta orfana del batterista, così per ora ci delizia Joe Rickard ai drums, che dà il meglio di sé specie in Start again; forse è la song dal testo più bello, più sofferto, che si delinea come un lamento e un invito a voler ricominciare una nuova vita, davvero nuova. Altra song che è andata molto bene nelle chart d’oltreoceano è Never be the same, secondo singolo estratto; è la grunge ballad di questo disco, ma senza esagerare nella dolcezza, benché appaia come una dichiarazione d’amore all’unico Amore; musicalmente, troviamo tutto quello che abbiamo ascoltato finora con l’aggiunta di chitarre acustiche a regalarci un sound meno hard.

Ci spostiamo su versanti rock più estremi con Confession (What's inside my head), in cui al basso viene dato molto spazio; "I confess I’m always afraid always ashamed / Of what’s inside me / I confess I’m always afraid always ashamed / Of what’s inside my head": immaginate la sofferenza di queste parole abbinate alla splendida voce del singer che non delude né in clean né in growl. E ancora più down con Shadows, che si presenta come una delle song più complete tecnicamente parlando; un plauso particolare si deve dare al batterista di appoggio di questo album; bellissimo il gioco di voci tra il singer e il bassista, Randy Armstrong. Nel pezzo a seguire, la band di Nashville sforna una cover: Ordinary world dei Duran Duran; hanno mantenuto intatta la struttura degli archi, ma la loro versione è di tutto rispetto; non me ne voglia Simone Le Bond, ma Barnes carica di intensità questa song più del famoso cantante inglese. Intro più industrial per Out from under, che non sarebbe male come quarto singolo, visto che la carica emotiva è davvero immensa e la chiusura emozionante, tale da candidarsi tra i miglior pezzi qui presenti. Infine, Take it all away è una semplicissima song dai tratti doom incantatori; è il pezzo in cui agli strumenti viene lasciato più spazio e per strumenti si intende anche la voce del singer, che accompagna un trascinato "You take away" sul finale.

Tirando le somme, ci troviamo di fronte a un lavoro che ammicca alle radio, ma mantiene alta la qualità, soprattutto l’intensità emozionale delle liriche; in certi passaggi, ricordano i migliori Disciple, anche se l’originalità dei Red è indiscussa. È consigliato obbligatoriamente a chi di alternative ne capisce, ma soprattutto a chi è alle prime armi. Speriamo che mantengano questa direzione, non si sa mai!

Roberta Cannone

VOTO

90

 

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