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A quasi tre anni dal disco di esordio, i Red ci
regalano un lavoro a tutto tondo. In questo full-length non ne sbagliano
una, confermandosi una delle migliori christian band metal della scena
attuale. Dieci pezzi che restano dentro e che hanno bisogno di un
ascolto attento, poiché nulla è lasciato al caso. Quest’album è uscito
in doppia versione: standard e deluxe, quest’ultima include il video del
terzo singolo estratto da questo lavoro, il "making-of" del disco e una
photogallery. Anche in fatto di marketing, la band ha seguito la giusta
traiettoria.
Iniziamo subito col primo singolo estratto, Fight
inside, dall’apertura tranquilla e pacata…. È solo l’inizio,
perché si scatena in un vortice a cui non si può resistere. Il connubio
archi-voce è una costante in questo lavoro. Con questo pezzo, i Red
vantano anche un record: è stata la numero uno appena entrata in
classifica, forse perché il pubblico apprezza la costante relazione fra
sofferenza e armonia di voce e violini. Il terzo singolo, Death of
me, di cui gira anche un video molto apprezzato come abbiamo
detto sopra, è uno dei lavori più belli qui contenuti e la sua indole
radiofonica ne ha fatto uno dei pezzi più scaricati; tanta è la carica
emotiva nella voce di Michael Barnes, il quale l’ha ben sottolineata
anche nelle lyrics: "You tear me down and then you pick me up, / You
take it all and still it’s not enough, / You try to tell me you can heal
me, / But I’m still bleeding and you’ll be / The death of me!".
Mistery of you è sulla stessa scia dei primi pezzi, anche se in
questa si nota subito un uso maggiore dei sintetizzatori. In fatto di
line up, la band è rimasta orfana del batterista, così per ora ci
delizia Joe Rickard ai drums, che dà il meglio di sé specie in
Start again; forse è la song dal testo più bello, più sofferto,
che si delinea come un lamento e un invito a voler ricominciare una
nuova vita, davvero nuova. Altra song che è andata molto bene nelle
chart d’oltreoceano è Never be the same, secondo singolo
estratto; è la grunge ballad di questo disco, ma senza esagerare nella
dolcezza, benché appaia come una dichiarazione d’amore all’unico Amore;
musicalmente, troviamo tutto quello che abbiamo ascoltato finora con
l’aggiunta di chitarre acustiche a regalarci un sound meno hard.
Ci spostiamo su versanti rock più estremi con
Confession (What's inside my head), in cui al basso viene dato
molto spazio; "I confess I’m always afraid always ashamed / Of what’s
inside me / I confess I’m always afraid always ashamed / Of what’s
inside my head": immaginate la sofferenza di queste parole abbinate alla
splendida voce del singer che non delude né in clean né in growl. E
ancora più down con Shadows, che si presenta come una
delle song più complete tecnicamente parlando; un plauso particolare si
deve dare al batterista di appoggio di questo album; bellissimo il gioco
di voci tra il singer e il bassista, Randy Armstrong. Nel pezzo a
seguire, la band di Nashville sforna una cover: Ordinary world
dei Duran Duran; hanno mantenuto intatta la struttura degli
archi, ma la loro versione è di tutto rispetto; non me ne voglia Simone
Le Bond, ma Barnes carica di intensità questa song più del famoso
cantante inglese. Intro più industrial per Out from under,
che non sarebbe male come quarto singolo, visto che la carica emotiva è
davvero immensa e la chiusura emozionante, tale da candidarsi tra i
miglior pezzi qui presenti. Infine, Take it all away è una
semplicissima song dai tratti doom incantatori; è il pezzo in cui agli
strumenti viene lasciato più spazio e per strumenti si intende anche la
voce del singer, che accompagna un trascinato "You take away" sul
finale.
Tirando le somme, ci troviamo di fronte a un lavoro che
ammicca alle radio, ma mantiene alta la qualità, soprattutto l’intensità
emozionale delle liriche; in certi passaggi, ricordano i migliori
Disciple, anche se l’originalità dei Red è indiscussa. È
consigliato obbligatoriamente a chi di alternative ne capisce, ma
soprattutto a chi è alle prime armi. Speriamo che mantengano questa
direzione, non si sa mai!
Roberta Cannone |