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REEVOLUCION
Rebelion En El Infierno
grind
2009 - Insania Records
(Messico)
www.myspace.com/reevolucionhunters

 

Non brilla in nulla di particolare, ma si difende con una certa disinvoltura su tutti i fronti la nuova proposta dei messicani Reevolucion, terzetto che sforna per la Insania Records questo professionale full di oltre quaranta minuti di grind gore discretamente prodotto, canonico e completamente privo di guizzi e illuminate bizzarrie, sì, ma che si lascia comunque piacevolmente ascoltare soprattutto per via di un'esecuzione generalmente puntuale e anche apprezzabilmente tecnica. Già autori di due demo Cd rispettivamente di hardcore punk e crossover, questo debut ufficiale è il loro battesimo nel grindcore, nonostante le influenze punk continuino a emergere in modo marcato.

Tredici tracce in idioma vernacolare - la cristianità della band è liricamente evidente -, ad introdurre il lavoro è Plegaria: bailamme radiofonico, proclama solenne, riffone tra fluttuazioni horrorifiche e poi si cavalca il blastbeats fino alla successiva grind punk La voz en mi cabeza, tirata in loop con scream sfiatato e radi growlati cavernosi, traccia sintomatica di come le vocals non siano il piatto forte della casa. Fomenta e tritura la rigurgitante Siente el poder, (lunga) traccia da pogo assassino in sede live, nonché una delle più convincenti del platter, seguita dal brevissimo sfogo della ultraortodossa Muerte a los demonios. Siamo a El llanto del niño violado, grind punk con growl fognato non del tutto convincente, più strutturata e tecnica con passaggio grind'n'roll è Sediento de sangre, in cui però riemerge con forza il limite vocale. Una female singer dalla timbrica leggiadra pervade la carezzevole ballad drammatica Corona de espinas, ma si torna alla brutalità atavica già con la successiva La ley de machete, brutalità che non abbandonerà più il platter fino alla song che precede la pulita tredicesima Cazando demonios podridos; nel mezzo episodi abbastanza variegati che tuttavia niente aggiungono e tolgono a quanto finora detto dai centroamericani, tra questi comunque a spiccare sono la martellante Muertos vivientes e la catartica Ritual de purificación.

Discreta realtà dell'estremo underground dunque, presentatasi sulla scena con un album in chiaroscuro ma tutto sommato apprezzabile. Solo il futuro ci potrà dire se sia act che abbia le carte in regola per un necessario salto di qualità.

Vaake

VOTO

69

 

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