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RENASCENT
Demons' Quest
 
 

 

RENASCENT
Through Darkness
melodic death
2005 - Metal Union Records
(Finlandia)
www.renascent.net

 

Circa un anno e mezzo fa i finlandesi Renascent stupirono il movimento christian metal - quantomeno nella sua ala più estrema - col loro superlativo Ep "Demons' Quest", diciassette minuti di un peculiare sound di tetro death melodico e black tastieristico dalla produzione eterea, il tutto incorniciato in un artwork d'eccezione. Si capisce come tutto ciò abbia generato una certa attesa su questo gruppo. Eccoci finalmente giunti al momento tanto atteso, i Renascent hanno rilasciato il loro primo full-length, "Through Darkness": subito notiamo come le apprezzate caratteristiche esteriori siano rimaste immutate. Quanto al sound una premessa: il quartetto formato dal vocalist e chitarrista Eero Tertsunen, dalla moglie tastierista Mikaela Akrenius, dal bassista Voitto Rintala e dal drummer Jani Stefanovic ha inserito al microfono il bravo Barry Halldan, anche se uscito l'album sia Stefanovic che Halldan, svedesi, hanno lasciato la band per l'impossibilità di portare avanti il progetto come si converrebbe data l'eccessiva lontananza geografica dal nucleo fondatore. Precisazione doverosa anche per giungere all'interrogativo chiave: cos'è mutato nel sound dei Renascent? Fortunatamente niente! Oscurità, tastiere protagoniste e sonorità sature al più non possibile impazzano (e fanno impazzire) anche in questo debut album.

L'apertura è affidata ad In hell: un cuore pulsa su un synth tetrissimo che fa aumentare sempre più la tensione ed il battito: una donna urla terrorizzata ed una voce maschile proclama, horrorifica, l'inferno; esplode così il classico Renascent sound più potente che mai; passaggi velocissimi ed altri più swedish, accelerazioni, frenate, ed uno stacco più intrecciato fanno subito adorare il nuovo album dei finlandesi. In Corrosion of emotions il neosinger Barry Halldan è molto bravo nell'alternare al suo growl linee più profonde ed altre scream-oriented; la tastiera è comunque la protagonista assoluta, qui anche con gli utilizzatissimi effetti sinfonici. Rallentamenti oscuri ed un bel guitar solos la completano. Tastiere sinistre sono presenti eccome anche nella distruttiva Scenes of a tragedy dove entusiasmante è nel centro l'urlo "Jesussss"! L'assolo è qui orientaleggiante. La pioggia, un lontano tuono, pianoforte e mansueti riff in Through darkness generano nostalgia, su cui però irrompe nuovamente la poderosità strumentale, anche esplosiva. La linea melodica è favolosa, e questa title-track di 6:24 si impone senza dubbio come la best song del disco. Bello è in Sustain me un'improvvisa pausa atmosferica con un clean rauco sofferto. Le tastiere tendono ad essere scambiate per maestose orchestrazioni. Arise è aperta da note meramente black che torneranno nella track, ma poi a predominare è il death che trita qualsiasi cosa incontri sul suo cammino, nonostante un momento swedish centrale; sul finale troviamo anche battute lente e poderose, quasi doom. Luminosità inattesa ed una buona linea melodica emergono nella massiccia The last journey, mentre Wisdom calls non aggiunge molto di nuovo se non qualche riffing heavy/thrash. Un'impressionante serie di accelerazioni, una dietro l'altra, colpisce non poco nella furiosa Warriors of the morning che poi scema rilassata con tanto di assolo evocativo. Il finale è quasi epic. Exodus è l'episodio maggiormente black-oriented: anche qui troviamo però swedish death e sonorità orientaleggianti, che saranno le caratteristiche peculiari della finale Majestic.

"Cold, corrupted world filled with lies and despise / busy, wasted lives and hollow, empty eyes / searching for success, working night and day / finally drained empty and thrown away. / Being alone, trapped in silence / living in shame, is everything in vain? / Do I want to live? / Do I want to die? / What will happen then? Is it worth to try? / There is only One who can save you from this hell [...] / and whoever calls His name will be saved". Questo passaggio è un estratto dell'opener In hell, il resto delle lyrics tratta anche episodi biblici visti in una prospettiva redentrice di salvezza individuale: alla fine di ogni song sono riportati - com'è d'abitudine per tutte le christian band più zelanti - i passaggi scritturali che hanno ispirato i concetti espressi. Concludendo "Through Darkness" conferma il combo a livelli altissimi: non sorprende quanto "Demons' Quest" perchè il sound è sì lo stesso ma ora privo dell'effetto sorpresa. Il disco è un devastante blocco monolitico, e se vogliamo questa sua compattezza ne è anche un limite in quanto le soluzioni armoniche e il songwriting si ripetono senza eccessiva varietà, quest'ultima caratteristica, va detto, più presente nell'Ep. Se non conoscete "Demons' Quest" questo lavoro vi stupirà, in caso contrario potreste anche preferire il primo. Una band di riferimento.

Vaake

VOTO

88

 

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