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REQUIEM ETERNAM
In Memorium...
celtic folk
2007 - Celestial Drone Recordings
(Svizzera)
www.myspace.com/requiemeternam7

 

Un tributo ai primi martiri del discepolato di Gesù di Nazaret, coloro che hanno pagato la ricchezza della fede col proprio sangue, ma anche a quel mastarpiece cinematografico che è la "La Passione di Cristo" - quantomeno per i christian metal heads -, citato qui a più riprese: questo il concept che pervade il debut del solo project che fa capo allo svizzero cattolico Phil R.XP, i Requiem Eternam, moniker tanto fascinosamente doom, quanto grammaticalmente incorretto, tuttavia ne accettiamo ben volentieri la licenza poetica. A dispetto della seducente font cover, questo lavoro ha però poco di professionale, a partire da una produzione pessima, passando per un songwriting confuso ed esecuzioni fatiscenti.

Il sound è un ipocondriaco crogiolo di celtic folk, sinfonie dark ambient e canti gregoriani, il tutto, spesso, sviluppato attorno alle riproposizioni di stralci dal succitato "The Passion". Attacco caotico e difficilmente districabile per Sacrificium vespertinum, l'opener, da quel marasma percepiamo una base epico celtica, a rovinare la quale franano insensate clavate ai piatti; incomprensibile è il vociare in backing, prima di una più intellegibile ritmica da danza tribale. Misere mihi Domine apre e chiude di gregoriano, mediocre è persino la registrazione delle parti filmiche, approssimativo l'effetto fiati. Incredibilmente fastidioso - ancor più che altrove - il suono delle percussioni ai piatti della title-track In memorium..., poi però il dark ambient e l'epicità risollevano un pizzico la drammaticità (compositiva) del brano. Minimalità epica e gregoriano per Veni Sanctificator, qualche buona idea come fluttuazioni emozionali dark ambient che conducono ad un recitato tra melodie orientaleggianti, ma poveramente realizzata per Mortem autem crucis. A chiudere questo sette-tracce intercorrono Martyrium sanguine e Ut audiam vocem laudis, ieratici e cerimoniali i titoli, ma la sostanza purtroppo non muta.

Il progetto Requiem Eternam di strada da fare per divenire un qualcosa di proponibile ne ha ancora molta. L'idea di fondo ha sicuramente fascino, la realizzazione è però lungi dal'accettabile. Il voto finale è un incoraggiamento a lavorare duro, altrimenti il mio giudizio, strictu sensu, di "In Memorium..." sarebbe, ahimè, ben più impietoso.

Vaake

VOTO

50

 

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