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Avevamo concluso la recensione di
"Medieval Times" con la speranza che le intriganti
trame celtiche degli svizzeri Requiem Eternam potessero in
avvenire essere inserite all'interno di una scenografia sonora
professionale, tanto a livello di registrazione che di esecuzione
strumentale. A circa un anno da quella release eccoci "The Empire Of
Kings", e com'è andata?
Con una produzione sorprendentemente pulita, la
title-track The empire of kings parte di puro stoner (!)
con tanto di voce effettata, che lascia in sincerità non poco dubbiosi
sul fatto si stiano ascoltando gli stessi Requiem Eternam che
conoscevamo, ma poi il loop epico celtico e i proclamati che seguono
dissolvono le perplessità e fanno crescere lo stupore sull'imponente
maturazione artistica di Phil R.XP. Chitarroni e ancora heavy stoner con
trame folk e declamati effettati in apertura a The throne an the
altar, la ritmica prende vigore accompagnata da loop folk e
dalle soavi melodie della brava female vocalist Claudia, affascinante
anche nei gorgheggi e vocalizzi inseriti nello sviluppo della
composizione. Rullata e folk metal di una certa intensità per
Emperor of the west, nei proclami prevale il mood celtico, poi
di nuovo Claudia, stavolta in un para-gregoriano di impatto, infine
armonie folkeggianti con parlati epici. Epico è anche l'evanescente
proemio di Teutonic knights, traccia lenta ed emozionale
dalle ambientazioni doom gotiche, in cui resta pressante il piglio epico
folk, e qui i proclami sono in francese; una distesa piano-organistica
conferisce sacralità, ma la pompa magna riprende con forza il possesso
della traccia. Minimalità ambient pre-guerresca giunge con Roman
empress, in breve si torna al puro celtic, epicissimo e dal
notevole impatto emozionale. Piccola pausa che non è la fine della song,
dato che sopraggiunge un gregoriano dagli umori bizantini. The
return of the sacred dynasty si rifà metallica impastando non
troppo bene tutto quanto finora proposto, senza aggiungere novità; molto
meglio la closer The crowning, pianistica dopo l'inserto
filmico, con trame violinistiche e coro gregoriano femminile su tessuto
folk metal. Minimalismi tastierosi, e si torna piacevolmente andanti
cullati su note violinistiche; a chiudere è una cornamusa.
I miei vivi complimenti a Phil R.XP, la sua
creatura musicale ha notevolmente implementato la propria caratura
artistica, oltreché essersi sorprendentemente metallizzata. A questo
punto non gli poniamo più limiti!, e con non poca curiosità attendiamo i
futuri sviluppi.
Vaake
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