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REQUIEM ETERNAM
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REQUIEM ETERNAM
Medieval Times
 
REQUIEM ETERNAM
Visions Of Eternity
 
 

 

REQUIEM ETERNAM
The Empire Of Kings
celtic folk
2009 - BloodDivine Records
(Svizzera)
www.myspace.com/requiemeternam7

 

Avevamo concluso la recensione di "Medieval Times" con la speranza che le intriganti trame celtiche degli svizzeri Requiem Eternam potessero in avvenire essere inserite all'interno di una scenografia sonora professionale, tanto a livello di registrazione che di esecuzione strumentale. A circa un anno da quella release eccoci "The Empire Of Kings", e com'è andata?

Con una produzione sorprendentemente pulita, la title-track The empire of kings parte di puro stoner (!) con tanto di voce effettata, che lascia in sincerità non poco dubbiosi sul fatto si stiano ascoltando gli stessi Requiem Eternam che conoscevamo, ma poi il loop epico celtico e i proclamati che seguono dissolvono le perplessità e fanno crescere lo stupore sull'imponente maturazione artistica di Phil R.XP. Chitarroni e ancora heavy stoner con trame folk e declamati effettati in apertura a The throne an the altar, la ritmica prende vigore accompagnata da loop folk e dalle soavi melodie della brava female vocalist Claudia, affascinante anche nei gorgheggi e vocalizzi inseriti nello sviluppo della composizione. Rullata e folk metal di una certa intensità per Emperor of the west, nei proclami prevale il mood celtico, poi di nuovo Claudia, stavolta in un para-gregoriano di impatto, infine armonie folkeggianti con parlati epici. Epico è anche l'evanescente proemio di Teutonic knights, traccia lenta ed emozionale dalle ambientazioni doom gotiche, in cui resta pressante il piglio epico folk, e qui i proclami sono in francese; una distesa piano-organistica conferisce sacralità, ma la pompa magna riprende con forza il possesso della traccia. Minimalità ambient pre-guerresca giunge con Roman empress, in breve si torna al puro celtic, epicissimo e dal notevole impatto emozionale. Piccola pausa che non è la fine della song, dato che sopraggiunge un gregoriano dagli umori bizantini. The return of the sacred dynasty si rifà metallica impastando non troppo bene tutto quanto finora proposto, senza aggiungere novità; molto meglio la closer The crowning, pianistica dopo l'inserto filmico, con trame violinistiche e coro gregoriano femminile su tessuto folk metal. Minimalismi tastierosi, e si torna piacevolmente andanti cullati su note violinistiche; a chiudere è una cornamusa.

I miei vivi complimenti a Phil R.XP, la sua creatura musicale ha notevolmente implementato la propria caratura artistica, oltreché essersi sorprendentemente metallizzata. A questo punto non gli poniamo più limiti!, e con non poca curiosità attendiamo i futuri sviluppi.

Vaake

VOTO

73

 

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