|
I Requital sono un side-project degli ucraini Holy Blood, e
più precisamente del loro singer Fedor Buzilevich che qui si avvale di
diversi guest artist. A differenza della
band madre, fautrice di un black/death che recentemente si è evoluto
in
"puro" viking, qui la proposta è molto più brutale, un grindcore
furioso e cupo, senza troppi compromessi ma con numerosi passaggi più
tipicamente death. L'album è molto pesante e di difficile approccio,
quindi fin da ora chiariamo che l'ascolto è riservato solo agli
amanti del metal più estremo, coloro cioè che facilmente riescono a reggere ed
apprezzare 38 minuti di massacrante e buio martellamento ritmico
appesantito ancor più da un growl piuttosto tenebroso. Ciò premesso, gli
interessati si troveranno tra la mani un bel lavoro.Con grida ed
atmosfere horrorifiche, che rimandano ad un'ambientazione di luoghi
dannati, si apre "Retribution For Sin" per mezzo proprio la bella title-track, dove piccole pause, accenni di luce in qualche riff,
alcuni stacchi progressivi ed un bel guitar solo non intaccano quasi
minimamente la pesantezza della song, in cui immancabili sono gli
stritolanti duetti tra growl e scream, caratteristica onnipresente
nel genere, che nell'album torna a più riprese. Altro notevole brano
è il seguente Delikatessen il cui attacco è
distruttivo, sbatte al muro lasciando senza fiato: il sound di lì
poco si addolcirà, se non per alcuni passaggi anche qui progressivi
ed una tetra pausa atmosferica di soli pochi istanti. Un rumoroso
sciame di api prelude nella discreta Rotting of the dead body
ad una strumentazione poderosa, vi troviamo poi rallentamenti e
stordenti accelerazioni, assolo, lo screaming accompagna il growling
e qui la sorpresa è la lontana presenza di un solenne clean in stile
viking, che ricorda molto le linee vocali degli ultimi Holy Blood.
Non a caso la successiva ...Or Die! esordisce in pieno
Holy Blood style, e si evolve in pieno Holy Blood
style!, senza tra l'altro, e curiosamente, il growling, solo con screaming e pulito.
Francamente nel contesto non c'entra troppo questo pezzo, ma
si torna immediatamente al grind/death cupo e poderoso nella
compatta e robusta Day of death, in cui apprezzabili
sono i break a blocchi.
Qualche sperimentazione è proposta in Doomed, nelle
parti più lente, per il resto oltre ad un bell'assolo la struttura
della song si caratterizza in fasi tirate ed altre esplosive.
Devastante è il grindcore che ci violenta fin da subito i timpani in
Your brains work against you, la quale però poi l'alterna con
momenti più solari (o meglio, meno bui) e detonazioni che metteranno
a rischio l'incolumità delle vostre casse o cuffie che siano.
Chitarre effettate, clean vocal, assolo ed urla lancinanti
completano quello che è il migliore episodio della track-list. Il death/grind di Screams fly to emptiness è il più
tecnico e strutturato del Cd, rapido e con cambi di ritmo.
La nona Kill è una cover degli Holy Blood,
mentre la bonus finale, Northern storm, lo è dei
Mortification, possente, detonante, strutturata. Le lyrics sono
in pieno stile "christian death": crush evil e trionfo di Cristo sul
Male e sul peccato ("The soul will go to eternity without end / who
walts for it there Devil o God? / Foolishness is not believing in
Christ / foolishness is the soul flying to hell / Stupidity is to
live in sin for seventy years / and to eternally burn in the flame.
/ Retribution for sin is death / Retribution for sin is hell". Tra i
tanti passi cito anche "In the tortures of Christ payment for you /
payment for sins / payment to save you. / Amnesty from heaven / the
condamnation was canceled. / The King of kings was crucified instead
of us as a thief"). Una nuovissima quanto interessante band va
dunque ad arricchire le già numerose fila dei gruppi cristiani
dediti ai più estremi generi metal.
Vaake |