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Se è vero che la storia del white metal parte con
gli Stryper (la cui prima release risale al 1984), è altrettanto vero che del white
metal esiste anche una preistoria, la quale affonda le sue radici negli anni
'70 grazie a rock band dal sound spesso e volentieri hard, quali Jerusalem e, appunto,
Resurrection Band. "Awaiting Your Reply" è disco
che deve esser considerato una pietra miliare per tutti i whitemetallers, poiché uscì
nello stesso anno di "Jerusalem (Volym 1)", l'omonimo debut dell'altra storica
band svedese; l'ensemble
guidato dal mastermind e frontman Glenn Kaiser in realtà nel carniere
vanterebbe già due album, i semiamatoriali "All Your Life"
e "Music To Raise The Dead", che pare risalgano ambedue
al 1974 ma che mai sono stati editi, e per
questo si tende a porre a capo della discografica degli statunitensi
proprio il lavoro che abbiamo tra le mani. Insomma, ci troviamo al cospetto del primo "protochristian"
metal album di sempre, anche se piuttosto in nuce data la leggerezza del sound.
Le eco (musicali, va specificato) degli esoterici
Led Zeppelin sono ben rintracciabili nel songwriting dei nostri, che tuttavia personalizzano il
loro rock/hard rock con tutta una serie di influenze che spaziano dal
country al blues, passando per qualche innesto fusion, prodotti
tutti con l'ausilio dei guest Tom Cameron (armonica) e Kenny Soderblom (sax e
flauto). La tempistica del disco ovviamente non è mai sostenuta, ma le
distorsioni delle sei corde di tanto in tanto pizzicano forte; la prova
canora di Kaiser non è eccezionale - migliorerà col tempo - ma neanche
inficiante. All'interno della track-list troviamo dunque brani
fortemente country oriented come Waves, Golden road,
dal finale meramente fusion, Ananias and Sapphira e
Irish garden, in cui protagonista compositivo è anche il flauto.
Di vago retrogusto elegiaco è la decima The return, pezzo
dalle lente cadenze con lievi variazioni di intensità, mentre piuttosto
sperimentale e più hard nelle distorsioni della ritmica degli assoli
risulta Death of the dying, meno pesante tuttavia di
Lightshine song in cui spiccano il solo blues e il chorus con
doppia voce, in questo simile alla semplice quanto efficace title-track
Awaiting your reply. Menzione d'onore va per la ballatona
Broken promises, piano, voce straziata, elettronica,
chorus deciso, bridge tecnici, assoli effettati e nel complesso una
struttura compositiva lodevole.
"Jesus wants to touch you, enfold you with his love
/ look into your life and tell me what you see / don't you realize what
He offers is for free?". "Awaiting Your Reply" è un disco icona,
un simbolo: il genere può piacere o non piacere, ma al di là del puro
aspetto musicale (comunque alquanto valido), merita rispetto per quello
che - in coabitazione - rappresenta: semplicemente l'inizio.
Vaake
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