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Esordiscono nella scena cristiana calcando
superlativamente il palco dell'Elements Of Rock i teutonici Rift,
capitanati dal carismatico Claudio Enzler (Sacrificium, Thy
Bleeding Skies, ma anche nei secolari Mighty D. e My
Darkest Hate). Con l'occasione, oltre ad un ricchissimo
merchandising, è stato a sorpresa reso disponibile il loro debut Ep di
26 minuti, "The Art Of Misleading", autoprodotto ma professionale
sia nell'artwork che nell'inappuntabile processo di registrazione e
missaggio. Il sound, molto pulito, si delinea e sviluppa a cavallo tra
lo sludge atmosferico ed il metalcore: riffoni core slowly sono
penetrati da incisive melodie e da trame chitarristiche sognanti proprie
dello sludge atmosferico, tessute dal buon gusto dell'axeman Clint; ma
il valore aggiunto della proposta Rift resta l'ottimo deep growl
di Claudio, che dimostra di trovarsi completamente a proprio agio, e
forse persino di dare il meglio di sé, in situazioni di down tempo
L'opener Cyst è paradigmatica di
quanto detto, con un'anima che flirta evidentemente con lo sludge
atmosferico, a differenza della successiva Rust, assestata
più prossima a lidi metalcore. Le atmosfere tornano diffusive con
l'emozionale e tellurica Defy (che live al festival di cui
sopra fu un vero spettacolo di sismicità e pathos). Fluttuazioni
industriali ad aprire Fade, un cadenzato a rilevante
magnitudo introduce un'altra traccia di atmospheric sludge con tanto di
lungo evocativo solo. Siamo al crepuscolo dell'opera prima dei germanici
con la bella Void: metronomo leggermente più accelerato,
ma le melodie atmosferiche non perdono il dominio scenografico. Anche
qui la formula non varia, e risulta di nuovo vincente, pur se un certo
senso di ridondanza inizia a far capolino tra le righe, tuttavia prima
che venga ben focalizzato il Cd termina.
L'act è molto promettente, il pericolo di
fossilizzare il sound su queste coordinate e quindi rendere una futura
release deludente per chi ha apprezzato questo Ep ma ne ha già
focalizzati i limiti è indubbio ci sia, vedremo dunque come i nostri
sapranno uscire da questo possibile, direi prevedibile, empasse; una
svolta verso l'innesto di elementi post-metal sarebbe probabilmente
risolutoria.
Vaake
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