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Risulta essere una accoppiata vincente quella che va a
comporre i Rivera Bomma, gruppo americano che prende il nome
dall’eclettico cantante Johnny Bomma e del virtuoso chitarrista,
multi-strumentista Rod Rivera. Insieme propongono, con degli effetti
assolutamente inaspettati, un hard rock che si rifà a diversi gruppi del
passato (Rainbow, Helloween, Dio) ma dalle tinte
piuttosto variegate: heavy, power, atmosfere epicheggianti, tecnicismi
tastieristici grazie all'ottimo lavoro di Neil Rambaldi, abbuffate
neoclassiche ma anche melodie di un particolare stile chitarristico, il
flamenco. Il disco, seguito del discreto "Invisible Force", si
presenta con una carica e un’irruenza contagiosa; i brani sono di una
notevole durata – una media di sei minuti abbondanti - con una buona
varietà nel songwriting; solo in rare occasioni (forse un paio) si tira
un po' troppo la corda e si ripete lo stesso refrain per più e più volte
senza aggiungere niente all’economia del pezzo.
Le liriche
(eccetto
Oh, girl
dedicata ad un amore perduto), piuttosto semplici e dirette, sono
incentrate sull’amore di Cristo e su quanto ha fatto per pulire i
peccati dell'umanità: "He died for you
/
your sins He will
remove
/
Call on His name
/
you’re life He
will change"; e con Lui al nostro fianco non c’è nulla da temere perchè
"If God is for me who can be against me?
/
Standing tall for
Christ
/
He is the Holy
One".
Un breve intro tastieristico ci introduce alla title track,
I am God, e si parte subito con il piede
sull’acceleratore, per poi assaporare i diversi cambi di tempo e i
numerosi assoli chitarristici dell’ottimo Rivera. Questo galoppante
pezzo ha un trascinante ritornello che si stamperà immediatamente nella
vostra testa: "I
am God – Halleluiah! / King of kings, Lord of lords, Shining Star,
/
The Redeemer – I am God".
You are my child
è un altro veloce brano in cui le tastiere hanno il loro peso, il guitar
riffing è piuttosto deciso ma controbilanciato dalle linee rese
decisamente melodiche ed accattivanti dai cori di appoggio a Bomma. Un
accenno di flamenco apre poi le porte ad un energico assolo. Una decisa
rullata dà il via a
He died for you
che offre invece un refrain epicheggiante con la onnipresente chitarra
(quei giri in crescendo sono entusiasmanti!) accompagnata efficacemente
dal basso. Non poteva mancare la ballad iper smielata: eccola qui,
Oh girl,
semplice ma godibile in cui il cantante è molto ispirato ed espressivo e
in cui impazza un bell’assolo nei suoi ultimi 2 minuti. Sound
spagnoleggiante e virtuosismi a non finire sono alla base della veloce e
ritmata
Riding high:
chiare nell’accattivante chorus le influenze dei più blasonati
Stryper,
quelle degli
Angra
invece per la parte strumentale. Si passa attraverso l’atmosferica
Sing to
me,
troppo lunga per colpire a fondo, e la sparata e aggressiva
Help,
in cui il cantante si esibisce in una serie di acuti lancinanti, per
arrivare ad
Holy One,
brano che ritorna sullo stesso alto livello dei precedenti, dalle ottime
sonorità impreziosite da efficaci melodie tastieristiche. Possiamo
assaporare lo stile flamenco e il tocco magico di Rivera in
La voz de mi
guitarra:
qui pizzica le corde creando un ritmo che trascinante è dir poco…e in
questo pezzo strumentale la sua chitarra sembra parlare davvero! Si
conclude l’album con un brano dal sound apocalittico, che si distacca
quindi dal mood generale che lo ha pervaso fino a questo momento:
Revelation/Midnight Sunlight
è ispirata infatti da
versi tratti dal libro dell’Apocalisse; i riff si fanno più aggressivi,
più intenso lo stile vocale, le ritmiche più serrate e rocciose. Ottima
conclusione a questo sorprendente album.
Sembra proprio che
con "I Am God", 65 minuti di energico e variopinto hard rock, i
Rivera Bomma abbiano fatto il salto di qualità. Davvero
impedibile per tutti gli amanti del genere e per chi cerca qualcosa di
incalzante, energico e frizzante.
Ilaria Ricci |