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INTERVISTA
30/10/2007
 
 

 

ROB ROCK
Rage Of Creation
heavy
2000 - JVC / Massacre Records
(USA)
www.myspace.com/robrock1

 

Folate di vento, evocative note di tastiera, lenti riff di chitarra accompagnati dalla batteria: sono forse il preludio alla tempesta? A giudicare da ciò che ci aspetta sembra proprio di sì. Questa è The beginning, traccia iniziale del primo lavoro solista di Rob Rock che scatenerà nei seguenti 46 minuti un continuo headbanging provocato da un classic heavy dalle sonorità anni ’80 condito di spruzzate power. "Rage Of Creation" rappresenta così l’ottimo album d’esordio del nostro Bob che si era reso protagonista nel corso degli anni di collaborazioni del calibro di Axel Rudi Pell, Tony MacAlpine (progetto M.A.R.S), Tobias Sammet nella metal opera Avantasia e con Chris Impellitteri nel suo omonimo gruppo. Velocità, aggressività, potenza e una trascinante melodia, ecco gli ingredienti di questo lavoro. Cosa manca ancora per renderlo un piccolo gioiellino? Ovviamente l’inconfondibile voce del carismatico frontman, opportunamente considerata una delle migliori, se non la migliore direi, ugole in circolazione: dalla tipica timbrica heavy, poderosa e graffiante, il singer è un vero talento dalla tecnica eccellente, anche quando si spinge sulle note più alte sfornando così degli incredibili acuti; in poche parole una garanzia assoluta. Qui si avvale di artisti del calibro di Roy Z (che ha collaborato anche con Bruce Dickinson) alla chitarra, al basso e alla tastiera e di Jake E. Lee alla lead guitar in All I need e Media machine.

Le ritmiche sono potenti, incalzanti già dal secondo brano che parte senza stacco dal precedente, strumentale: The sun will rise tende maggiormente al power e si sente da subito quanto Rob sia ispirato sin dall’inizio. Dei riff più heavy aprono invece One way out che si fa poi più ritmata; qui come in tutti i pezzi che compongono l’album la melodia è azzeccatissima e difficilmente smetterà di ronzarvi in testa. Siamo alla quarta song, forse la migliore; si tratta di Judgment day. Una sinistra atmosfera sembra imperversare nel brano che attacca poi con dei granitici riff: questi si renderanno protagonisti, insieme alla martellante batteria, di un finale vorticoso e trascinante. Le tracce hanno tutte la stessa struttura compositiva ma si alternano bene quelle più heavy come Streets of madness o All I need ad altre dal ritmo più sostenuto come Never too late o Media machine, che si contraddistingue per un bel solo con rullata finale. Eagle è un cover degli Abba riadattata benissimo, con un lungo assolo finale davvero emozionante e con un Rob sopra le righe; si ripeterà sugli stessi livelli anche in In the night: qui il suo tono è stranamente più basso fino a che non si lancia in strepitosi acuti accompagnato dagli ottimi backing vocals. A chiudere un’emozionante mid-tempo, Forever.

Le lyrics sono incentrate sull’amore per Dio - "the Light that guide my way" - sulla speranza, sul fatto che non sia mai troppo tardi per ricominciare e rimettersi in carreggiata, sul fatidico giorno del giudizio che porterà "justice and sword", sulla malvagità e vacuità dei media. "Rage Of Creation" prima tappa della carriera solista del carismatico Rob Rock risulta così essere un disco imperdibile per tutti gli amanti del buon vecchio heavy. Un classico.

Ilaria Ricci

VOTO

87

 

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