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ROSE ROVINE E AMANTI
Demian
 
INTERVISTA
9/11/2008
 
 

 

ROSE ROVINE E AMANTI
Rituale Romanum
neofolk
2006 - Cold Spring Records
(Italia)
www.myspace.com/roserovineamanti

 

Parole recitate e melodie declamate in lontananza, sonorità nostalgiche, in alcuni casi rese graffianti ma mai rabbiose, nella composizione di atmosfere evocative e mai troppo minuziosamente curate, che oltrepassano il concetto classico di folk per approdare a lidi musicali ben più personali e visionari. Tale stile è concretizzato in primis da due elementi, una onnipresente chitarra acustica, la cui accurata esecuzione delinea i contorni di ogni brano, e un’apprezzabilissima voce maschile, nella cui acerba espressività ho trovato uno dei punti di forza del fascino della release. Inoltre decisamente caratterizzanti sono sia la presenza di numerose voci recitanti, sia gli inserti industrial che all’improvviso gettano ombre sulle chiare melodie, completando e rifinendo l’opera.

Dopo la cadenzata melodia a base di arpeggio acustico dell’Intro, parte il raffinato brano Perso nel cuore di una foresta nella nera Germania (Nature is the profume of grace), che tramite una misteriosa nenia ci immerge in un’atmosfera dove a mio parere l’iniziale serenità copre come un sottile velo una bruciante passione, che permea l’aria e i respiri di un uomo che passeggia in un luogo antichissimo e prezioso. Segue la più terrena Soldato cristiano (Let us pray in silence), dall’emozionalità resa più umana anche dall’uso di sonorità industrial. Noi non dimentichiamo (2 novembre 2004) (In memory of Theo Van Gogh, we salute you!) e Famiglia! sono le successive tracce, dove è presente il tema della memoria in un intreccio di nostalgia e dolcezza. A questo punto emerge un’altra sfumatura firmata Rose Rovine e Amanti, un accorato romanticismo sotto forma di elegante ballata, Angels always stand for us (Don't be afraid!), dove la semplicemente stupenda melodia della voce è accompagnata anche da un violino che con ogni nota rende più incisivo il sentimentalismo del pezzo, per poi tornare con le ultime due tracce, Adorazione dell'Europa (Where is Europa!) e Aachen (Holy Roman Imperium), allo stato d’animo che a mio parere rispecchia maggiormente il progetto "Rituale Romanum".

Immergersi nell’ascolto di Rose Rovine e Amanti è come camminare lenti per le sale di un museo vuoto e impolverato, ammirando le pareti con dolce nostalgia per qualcosa di ormai perduto, e con gli occhi ancora sognanti accorgersi all’improvviso che i nostri passi risuonano nel vuoto e nella polvere. Eppure quella dolcezza che riscalda il cuore ci urla che non è ancora tutto morto, che merita di essere cantata per le strade, e che le porte del museo meritano di essere aperte per inondare tutto di fiera luce.

Francesca Pezza

VOTO

77

 

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