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ROYAL ANGUISH
Shocking The Priest
 
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The Chronicles Of Autumn Sorrow
 
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Tales Of Sullen Eyes
 
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A Journey Through The Shadows Of Time
 
 

 

ROYAL ANGUISH
Mysterion
gothic
2003 - SotD Records
(USA)
www.myspace.com/royalanguish

 

I Royal Anguish amano definire la propria musica "hybrid metal". Tale definizione è senza dubbio adatta ed esaustiva a descrivere le più svariate emozioni che scaturiscono dall’ascolto di "Mysterion". Album complesso, atmosferico, profondo, delicato e graffiante allo stesso tempo, dalle mille sfaccettature. Ognuna di queste vi catturerà completamente, vi tramortirà, vi emozionerà, vi farà provare le più oscure e sofferte sensazioni (un'"Angoscia Reale") espresse in maniera sublime. In una semplice e sola parola penetrerà nella vostra anima, conquistandovi. Alla guida del gruppo americano c’è il tuttofare Matt Knowles: voce, chitarra, basso, tastiere. Ad affiancarlo il batterista Anthony Smith cui si aggiungono per questa release ben otto guest: su tutte due splendide voci femminili, Courtney Chadwick e la soprano Katy Decker. Un gothic misto di doom, symphonic black metal, death melodico, con il growl di Matt accompagnato e controbilanciato costantemente dalle già citate guest femminili.

One last time, dalle ritmiche serrate e dai cori evocativi, parte sparata per rallentare incuneandosi in ritmi doom e poi ripartire di nuovo sui suoi elevati ritmi. Ad un growl piuttosto graffiante di Matt si alterna una voce clean e il bel chorus cantato dalla Chadwick. Lo schema, vincente, sarà ripetuto anche nei successivi brani. Questo in particolare parla di un amore perduto e della voglia disperata di stringerlo ancora un’ultima volta, sottolineato da uno straziante guitar solo. L’eterea Atmosphere è aperta da soavi arpeggi di chitarra e note di piano; all’alternarsi di growl e clean vocal, subentra il violino che fa fibrillare il cuore. Impossibile non essere catturati dal refrain: "Oh how weak we are / once so frail and so pure / now been transformed / as we become the atmosphere". In Come run with me ritroviamo l’accoppiata di pestate ad alta velocità (caratteristica che farà la fortuna del seguente "Tales Of Sullen Eyes") e ritmi più marcatamente doom. Ottima la prova del clean vocal maschile che in alcuni momenti, per espressività e profondità, ricorda Eric Clayton. Straziante e delicata è la seguente Homeland costruita su pesanti riff e dolci arpeggi di chitarra. La fine del brano costruita in crescendo è da ascoltare e riascoltare!

In My own despair, brano molto tirato, entra finalmente in scena la cantante soprano…ed è un vero spettacolo ascoltare con quale armoniosità si intreccino sonorità così diverse. La tastiera diventa protagonista, con delle strazianti note ripetute per tutto il brano, in Haunted whispers, delicato brano, adattamento di una poesia di eVa Stong. Si passa poi per I close my eyes, bel pezzo, anche se un pochino sotto la media rispetto agli altri, in cui nella seconda parte sono presenti sfuriate black-oriented, per giungere così ad Autumn sorrow: 6 minuti di un superbo gothic sinfonico, tirati sino allo fine e accompagnati da un onnipresente violino in cui il growl lascia spazio ad un sussurrante clean maschile e alla voce di Courtney Chadwick. Green pastures await, costruita su un ripetuto giro di tastiera, rappresenta la seconda parte della precedente traccia, con il seguente sottotitolo: The Chronicles of autumn sorrow, part II. A concludere una bonus track: la versione strumentale di I close my eyes (Moonlight version).

Quest’album è un incontro di contrari: pesante, grave ma così poeticamente sinfonico; oscuro, tetro ma così magnificamente luminoso ed emozionante (As the sun begins to rise / and the mist clears from my eyes / I awake to see / a brand new day / green pastures await). Ed è proprio dall’unione di contrari che nascono le più belle opere d’arte. "Mysterion" ne è un evidente esempio.

Ilaria Ricci

VOTO

92

 

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