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ROYAL ANGUISH
Shocking The Priest   (Ep)
thrash
1993 - ART Records / 2002 - SoundsOfTheDead Records
(USA)
www.myspace.com/royalanguish

 

Sparatevi questi devastanti sedici minuti e poco più di un thrash miscelato a partiture death di buona fattura durante una pausa dallo studio o dal lavoro e vedrete che ritornerete alle vostre attività più svegli e caricati che mai. Si, è proprio il thrash/death che plasma le origini dei Royal Anguish, diretti poi con il passare degli anni verso un vero e proprio stravolgimento del loro sound sino ad arrivare ad un death melodico rivestito di thrash, accenni gothic e black impreziositi dalla voce femminile di Katy Decker. Qui tutto è meno ricercato (le tastiere sono completamente assenti), più diretto, più grezzo se vogliamo, ma lo stesso trascinante e dalle vertiginose ritmiche. Il disco in questione è un demo di più di 10 anni fa: "Shocking The Priest" risale infatti al 1993, distribuito all’epoca in formato musicassetta. Questa opera prima del gruppo è stata in seguito digitalizzata e riedita nel 2002 in una compilation, "The Collection Vol 1: Tools Of The Trade", che contiene anche del materiale dei Soul Of The Savior (più precisamente "Farewell To The Flesh") e dei Tortured Conscience ("Face Of God").

Quattro brani rocciosi e compatti dalla più che discreta produzione vanno a comporre questo lavoro che trasuda potenza ed energia allo stato puro; è un’energia che si intreccia anche a delle belle melodie come in Deny the corpse: qui rallentano le vorticose ritmiche thrash creando dei cambi di tempo conditi da ottimi assoli e da buoni ed ossessivi fraseggi che lasciano poi spazio a tutta l’irruenza e all’esplosività di Matt Knowles & soci. Bastbeats al limite del death aprono Die inside, brano di due minuti scarsi sparato senza mezze misure, ma che crea una sofferta sensazione di oppressione. Rest in pieces è il pezzo meno forte, complice forse la voce troppo in secondo piano e la non adeguatamente variegata parte strumentale, anche se dal punto di vista tecnico non c’è nulla da ribattere. Shocking the priest: è un brano che parte in crescendo, il cui massiccio riffing si dipana per tutta la durata accompagnato dalla voce roca e graffiante di Matt, generando una devastazione assoluta alternata a dei brevi momenti di – apparente - calma.

Non potete perdervi il buon esordio sulle scene del gruppo americano che in tredici anni ne farà davvero tanta di strada. Decisamente più thrash oriented dei seguenti album ma lo stesso dirompente ed incisivo.

Ilaria Ricci

VOTO

80

 

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