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"Hybrid metal"
fino a qualche periodo fa Matt Knowles e compagni definivano la
propria proposta musicale, ad oggi invece propendono per un "New
face of extreme metal". Definizioni soggettive ed opinabili a parte
si capisce che il sound degli statunitensi è una miscela di diversi
generi, operazione teoricamente di certo non rivoluzionaria ma quel
che conta è il risultato, che qui è senza dubbio estremamente
originale.
La band aveva già conquistato grande
fama con "Mysterion" del 2003, un death melodico sinfonico
impastato con innumerevoli elementi gothic e doom, dove due voci
femminili costantemente accompagnavano l'ottimo growl del succitato
leader e chitarrista ritmico (nel lavoro compaiono ben 8 guest!), e
con la seguente raccolta del 2004 di demo e b-side - composti
diversi anni prima - "The Chronicles Of Autumn Sorrow", la
quale ha però un'impostazione sonora più marcatamente death; ma
nello scorcio dell'anno passato, registrato nei Mana Studios di
Tampa in Florida insieme ad Erik Rutan (Hate Eternal, ex Morbid
Angel) il quale ha garantito una produzione invidiabile per
pulizia e squassante potenza, il gruppo torna nuovamente alla
ribalta con questo
"Tales Of Sullen Eyes", un Ep (o Mini che dir si voglia) di 5
nuovissime canzoni dalla durata di circa 22 minuti: ciò che esce
dalle casse dello stereo lascia a bocca aperta!, completamente
sbalorditi. Rispetto a "Mysterion" via tutti gli elementi
sinfonici e doom-atmosferici, qui si pesta di brutto; il ritmo
infatti è generalmente velocissimo, il songwriting sempre molto
vario, le tastiere onnipresenti (qua e là generano anche accenni
black) e gli assoli spesso scandiscono strappi decisamente thrash:
ma la melodia è comunque sempre presente, principalmente grazie
all'ottima voce di Terra Cay che mai abbandona l'ancora più profondo
del passato growl di Matt.
L'esordio è affidato al singolo
apripista Twisted angel,
al tempo furiosa e catchy dove ad impazzare, accanto alle keys, è
l'ispiratissimo guitar work: growl, female ed un inquietante
screaming si alternano magistralmente. Segue l'elaborata struttura
compositiva, dalle sempre azzeccate soluzioni armoniche, della fosca
Until I'm dead.
Il terzo episodio è affidato alla ruffiana e fideistica The
loneliness of One dove solarità power-oriented e oscurità
death si rincorrono ed alternano per poi intrecciarsi in un fatidico
abbraccio. Bellissimo il lungo ed affilato solo centrale di matrice
thrash, comunque se vogliamo è proprio questa la traccia meno
esaltante. La perla del disco è invece l'entrante
The tale of sullen eyes,
sei minuti di
sublime, straordinario, songwriting. Ritmiche forsennate, gothic
agrodolce ed evocatico, tastiere sinfoniche ed assoli neoclassici,
sfuriate di mero death, e tanto tanto altro per questa leggendaria
track. A chiudere la vagamente nightwishiana, a tratti inquieta ed a
tratti ruggente, Tortured visions 2004, degna chiusura.
Riguardo ai testi Twisted angel propone uno esplicito testo
antisatanico (Twisted
angel you haunt my dreams / dark one you are my nightmare. / Twisted
angel, corruptor of minds / darkened one, tormentor of souls / I
curse you back to hell / I wallow in self pity / Barely able to
exist. / Is there any relief / from this twisted angel / this dark
one this thief / I search for the light. / Twisted angel so pungent
and so vile / darkened one, I curse you back to hell / Twisted
angel, impotent and weak / darkened one, I curse you back to hell),
per il resto le lyrics sono romantiche (in senso letterario) e mai
banali.
L'artwork
è decisamente ben fatto (front cover rivedibile a parte) e curato.
In definitiva ci troviamo tra le
mani una release davvero spettacolare nonchè fortemente
caratteristica, senza alcun particolare punto debole o cadute di tono.
Breve, ma intensissimo!, masterpiece.
Vaake |