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"The Chronicles Of Autumn Sorrow"
è un recente assemblaggio operato dalla statunitense christian label Bombworks Records,
di vecchio materiale inedito prodotto dai Royal Anguish a cavallo tra il '94 ed il '95; della masterizzazione di
questi pezzi si è occupato Dharok dei Sympathy. Il
sound è per lo più tipico thrash metal senza particolari acuti tecnici e
di songwriting; la gestione vocale in roco del mastermind del
monicker, Matt Knowles, era all'epoca alquanto grezza, col tempo si
evolverà in un possente ed esaltante growl gutturale. C'è da dire inoltre
che la registrazione non valorizza affatto la potenza strumentale,
decisamente
migliore nel travolgente demo d'esordio "Shocking The Priest".
Mentre lì però era espresso mero thrash incompromesso, qui qualche puntata a
quello che anni dopo diverrà il caratteristico sound ibrido dei Royal
Anguish iniziamo a trovarla: mi riferisco in particolare alla
title-track The chronicles of autumn sorrow dalla chiara vocazione gotica resa
tale dalla presenza di una female vocal, ma brano anche
sperimentale nei suoi inserti jazzistici annichiliti da break convulsi e
dispersi da dilatazioni ritmiche al limite del doom. Anche la sesta
Silence ripiena di tastiera,
atmosfere stagnanti, voce clean e femminile, anticipa qualcosa di quel
che sancirà in modo definitivo essere, con "Mysterion",
la band della Florida; stesso dicasi per Land of the free..., up-tempo
vertiginoso in cui roco e femminile si avvinghiano.
Le tracce thrash presenti sono generalmente marce e
sporche, tra quelle che spiccano per diversi fattori citerei
Ceremonial suicide per l'acutissimo assolo
neoclassico, la strumentale Celestial embrace per la
presenza di una linea melodica, la furiosa Green pastures await
con le sue tastiere organistiche ad apertura brano. La song compositivamente più elaborata dell'album mi è risultata essere
la penultima Tortured visions, la quale sul finale assume un sound tipicamente
black metal: e non è un'eccezione questa, il disco, ed è una sorpresa
inattesa, è
pieno di influenze black oriented. Le ritroviamo pure nella a tratti invasata
Feel the blood e nella terza Unfulfilled che alterna in egual peso thrash e black. Black è anche la best track
del platter, Element of fear, fatta di blastbeats,
chitarre oscure e ronzanti, pathos notturno, aggressioni thrash ed uso
di screaming.
Nonostante qualche episodio di questa raccolta
susciti un certo interesse, conoscendo di quale pasta sono fatti i veri
Royal Anguish
il disco genera più che altro indifferenza e sbadigli. Non
disprezzabile, ma di certo la peggiore release della discografia del favoloso combo
nordamericano.
Vaake
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