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ROYAL ANGUISH
The Chronicles Of Autumn Sorrow
thrash
2004 - Bombworks Records
(USA)
www.myspace.com/royalanguish

 

"The Chronicles Of Autumn Sorrow" è un recente assemblaggio operato dalla statunitense christian label Bombworks Records, di vecchio materiale inedito prodotto dai Royal Anguish a cavallo tra il '94 ed il '95; della masterizzazione di questi pezzi si è occupato Dharok dei Sympathy. Il sound è per lo più tipico thrash metal senza particolari acuti tecnici e di songwriting; la gestione vocale in roco del mastermind del monicker, Matt Knowles, era all'epoca alquanto grezza, col tempo si evolverà in un possente ed esaltante growl gutturale. C'è da dire inoltre che la registrazione non valorizza affatto la potenza strumentale, decisamente migliore nel travolgente demo d'esordio "Shocking The Priest". Mentre lì però era espresso mero thrash incompromesso, qui qualche puntata a quello che anni dopo diverrà il caratteristico sound ibrido dei Royal Anguish iniziamo a trovarla: mi riferisco in particolare alla title-track The chronicles of autumn sorrow dalla chiara vocazione gotica resa tale dalla presenza di una female vocal, ma brano anche sperimentale nei suoi inserti jazzistici annichiliti da break convulsi e dispersi da dilatazioni ritmiche al limite del doom. Anche la sesta Silence ripiena di tastiera, atmosfere stagnanti, voce clean e femminile, anticipa qualcosa di quel che sancirà in modo definitivo essere, con "Mysterion", la band della Florida; stesso dicasi per Land of the free..., up-tempo vertiginoso in cui roco e femminile si avvinghiano.

Le tracce thrash presenti sono generalmente marce e sporche, tra quelle che spiccano per diversi fattori citerei Ceremonial suicide per l'acutissimo assolo neoclassico, la strumentale Celestial embrace per la presenza di una linea melodica, la furiosa Green pastures await con le sue tastiere organistiche ad apertura brano. La song compositivamente più elaborata dell'album mi è risultata essere la penultima Tortured visions, la quale sul finale assume un sound tipicamente black metal: e non è un'eccezione questa, il disco, ed è una sorpresa inattesa, è pieno di influenze black oriented. Le ritroviamo pure nella a tratti invasata Feel the blood e nella terza Unfulfilled che alterna in egual peso thrash e black. Black è anche la best track del platter, Element of fear, fatta di blastbeats, chitarre oscure e ronzanti, pathos notturno, aggressioni thrash ed uso di screaming.

Nonostante qualche episodio di questa raccolta susciti un certo interesse, conoscendo di quale pasta sono fatti i veri Royal Anguish il disco genera più che altro indifferenza e sbadigli. Non disprezzabile, ma di certo la peggiore release della discografia del favoloso combo nordamericano.

Vaake

VOTO

68

 

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