|
Siamo così al cospetto dell'atteso debut
full-length del moniker finnico, che tanto aveva impressionato
nell'eccellente Demo di ormai tre anni or sono, un originale e
penetrante mix di post-metal e doom. Tuttavia in "Through Soil And
Skin" la formula vincente viene stranamente rimescolata,
dall'impasto scaturisce un più canonico doom death dalle marcate
venature melodiche, che ricorda qualcosa dei November's Doom, ma
che è molto lontano dallo stile primigenio dell'act. Va subito detto che
per i fans dei Sáwol non sarà facile incassare il duro colpo, le
magiche atmosfere eteree e sognanti svaniscono sotto bordate di
ricercata canonicità, la ridondanza abbonda, e non basta la superba
produzione e il possente guttural growl Pekka Taina (anche in Sotahuuto
e Renascent) a portare il lavoro quantomeno vicino alla
brillantezza del già compianto predecessore.
Apre Furor, down tempo compatto
condito da riff di lampante matrice Extol, si prosegue con la più
plumbea e scritturalmente variegata Drought, per giungere
all'ottima Prisoner, climax-song dalla squassante ritmica
e dalla trama sovraccarica di pathos. Esordisce clean atmosferica la
seguente Thorns, per tornare poi sui più consueti lidi
doom death; anche qui l'influenza dei co-peninsulari Extol si
sente forte e chiara. Il torpore delle placide note iniziali di
Break and create è brutalmente spezzato dall'eruttare di
insensibili chitarre slowly, che tuttavia plasmano nel loro divenire un
notevole ambient; altra highlight track dell'album. Di qui in poi però
tutto suona pleonastico, un déjà écouté che si fa fatica a digerire, a
partire già da Seasons, che pur propone diversive
partiture progressive; il peggio arriva però con Closer to the sun
e le sue in malo modo inserite modeste clean vocals, e con la scialba
Murk of november; l'inerzia non muta nella pur migliore
melodica Buried.
Il quartetto scandinavo sforna un apprezzabile
lavoro, che però ha il grosso stigma di risultare molto meno
interessante del vecchio Demo, e quindi proprio per questo delude le
aspettative, almeno di chi attendeva questo full con impazienza, come il
sottoscritto. Chi non ha questo condizionante metro di paragone lo
ascolti, perché credo proprio che, se ama il doom, potrà trovarci del
buono.
Vaake
|