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SÁWOL
Sáwol
 
 

 

SÁWOL
Through Soil And Skin
doom
2010 - Bullroser Records
(Finlandia)
www.myspace.com/sawolmusic

 

Siamo così al cospetto dell'atteso debut full-length del moniker finnico, che tanto aveva impressionato nell'eccellente Demo di ormai tre anni or sono, un originale e penetrante mix di post-metal e doom. Tuttavia in "Through Soil And Skin" la formula vincente viene stranamente rimescolata, dall'impasto scaturisce un più canonico doom death dalle marcate venature melodiche, che ricorda qualcosa dei November's Doom, ma che è molto lontano dallo stile primigenio dell'act. Va subito detto che per i fans dei Sáwol non sarà facile incassare il duro colpo, le magiche atmosfere eteree e sognanti svaniscono sotto bordate di ricercata canonicità, la ridondanza abbonda, e non basta la superba produzione e il possente guttural growl Pekka Taina (anche in Sotahuuto e Renascent) a portare il lavoro quantomeno vicino alla brillantezza del già compianto predecessore.

Apre Furor, down tempo compatto condito da riff di lampante matrice Extol, si prosegue con la più plumbea e scritturalmente variegata Drought, per giungere all'ottima Prisoner, climax-song dalla squassante ritmica e dalla trama sovraccarica di pathos. Esordisce clean atmosferica la seguente Thorns, per tornare poi sui più consueti lidi doom death; anche qui l'influenza dei co-peninsulari Extol si sente forte e chiara. Il torpore delle placide note iniziali di Break and create è brutalmente spezzato dall'eruttare di insensibili chitarre slowly, che tuttavia plasmano nel loro divenire un notevole ambient; altra highlight track dell'album. Di qui in poi però tutto suona pleonastico, un déjà écouté che si fa fatica a digerire, a partire già da Seasons, che pur propone diversive partiture progressive; il peggio arriva però con Closer to the sun e le sue in malo modo inserite modeste clean vocals, e con la scialba Murk of november; l'inerzia non muta nella pur migliore melodica Buried.

Il quartetto scandinavo sforna un apprezzabile lavoro, che però ha il grosso stigma di risultare molto meno interessante del vecchio Demo, e quindi proprio per questo delude le aspettative, almeno di chi attendeva questo full con impazienza, come il sottoscritto. Chi non ha questo condizionante metro di paragone lo ascolti, perché credo proprio che, se ama il doom, potrà trovarci del buono.

Vaake

VOTO

78

 

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