|
A due anni di
distanza dell'Ep di debutto, gli S91 presentano il loro primo
full-length dal titolo "Volontà Legata". E' un disco che
evidenzia in maniera inequivocabile come la band in questi anni abbia
puntato a migliorarsi producendo un lavoro più professionale e dal
livello tecnico ancor più elevato. Il sound è più duro e si accosta
sempre di più ai canoni del classico progressive metal, con tracce
lunghe e complesse dove svetta anche una suite di quasi 18 minuti.
Le danze si aprono
con il riff di This dying soul dei Dream Theater
(band a cui gli S91 chiaramente si ispirano) che fa da intro alla
strumentale Golgota. La chitarra distorta di Francesco
Romeggini duetta con il basso di Giacomo Manfredi per dare poi il via ad
un pezzo dal ritmo cadenzato e dalle melodie molto orecchiabili. Si crea
così un ponte alla title-track Volontà legata. Qui si
inizia a premere sull'acceleratore: un brano dai riff veloci e catchy
dove finalmente scopriamo anche il lato aggressivo delle tre cantanti
Tania Petrone, Maria Londino e Sefora Bonaccorsi che interpretano in
maniera magistrale il mood proposto dalla band. Estremamente positive le
impressioni fino a questo momento, e non mi resta che andare avanti con
una certa curiosità nell'ascolto di Memories, dato che è
il primo pezzo in lingua inglese. Si tratta di un brano complesso diviso
in tre parti che inizia quasi in sordina con le sue atmosfere
psichedeliche, ma in un continuo crescendo esplode in un riffing più
pesante che sfocia addirittura in un aggressivo thrash metal. Tutto ciò
crea un interessantissimo contrasto con le tastiere prettamente
progressive di Francesco Londino, dando origine ad uno stile personale
per nulla banale. Ma se parliamo di fusione di sound diversi, non posso
non citare Ribelle: inizio puramente hard rock dove i
solos di chitarra in pieno di stile Whitecross si interrompono
quasi bruscamente per dare spazio ad un lungo intermezzo strumentale
dove chitarra e tastiera si intersecano in funambolici virtuosismi in
piena tradizione progressive metal.
Il livello tecnico
è decisamente più alto di due anni fa, e lo testimonia anche la suite
The seal of the living God, a mio parere il punto più alto
del disco: in 18 minuti troviamo miscelati insieme sonorità thrash in
cui canta Francesco Romeggini (niente male anche la sua prova ai
microfoni), improvvisi rallentamenti e cambi di tempo che rendono più
interessanti e drammatici gli assoli, un pomposo intermezzo strumentale
che ricorda quello di The count of Tuscany dei Dream
Theater e infine un outro che alterna momenti di luce ad altri più
cupi. "Volontà Legata" si chiude con la ballad Spazio
inconcepibile che colpisce per la sua orecchiabilità, anche se
non bisogna fermarsi ad un ascolto superficiale. Ascoltando con
particolare attenzione il bridge strumentale è facile sentire
sovrapposti gli arpeggi di Fade to black e The
killing hand, rispettivamente Metallica e Dream
Theater, un omaggio ai due mostri sacri del metal che ispirano
musicalmente gli S91.
Giudizio finale
assolutamente positivo, dettato soprattutto dai miglioramenti evidenti
rispetto all'Ep di debutto e dall'originalità del sound che non è mai
banale. Buone anche le lyrics, sicuramente più ricercate, senza
trascurare mai il messaggio cristiano che è chiaro in ogni traccia.
Sperando che continuino di questo passo, non vedo l'ora che esca un
altro disco e ringrazio la band per averci citato nei thanks del
booklet.
Daniele Fuligno |