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SABBATARIAM
Sword Of God
 
 

 

SABBATARIAM
From Dust To Dust   (Ep)
melodic death
2007 - Self
(Brasile)
www.myspace.com/sabbatariamofficial

 

"Dalla polvere alla polvere", il destino terreno dell'uomo è segnato ineluttabilmente da questo ciclo di creazione e distruzione, di plasmazione e disfacimento, di nascita e di morte. Nella cover dell'ultimo lavoro dei brasiliani Sabbatariam una nuova vita si sta formando, tuttavia la dedica di "From Dust To Dust" è per tre giovani amici che se ne sono andati. Jean Paulo, voce e chitarra degli Halleluyah, è morto a seguito di un collasso causato dal suo diabete, mentre, negli stessi giorni, Jesus (Blasterror) ed Hebert con consorte (Sentido Oposto) sono morti in un incidente stradale, nel quale era presente anche il chitarrista Joab, che dopo una lunga convalescenza è riuscito a cavarsela.

Questo brevissimo Ep segue il demo d'esordio "Sword Of God" e lo split con gli svizzeri Demoniciduth nel quale i sudamericani hanno presentato un altro Ep di sette tracce, "The Valley Of The Shadow", di caratura senz'altro migliore rispetto al debut. In "From Dust To Dust" la qualità esecutiva e di produzione ascende ancor più, peccato tuttavia che dei tre brani presenti ben due siano cover, con un solo inedito quindi, peraltro molto interessante. Le cover sono Come touch the sky, rivisitazione in chiave death-oriented con growl gutturale e screaming di un pezzo dei celeberrimi christian doomster Trouble, direi ampiamente riuscita, mentre l'altra è assolutamente grandiosa: la song dei Tourniquet, Pathogenic ocular dissionance, da thrash che era diviene death solenne con protagoniste le linee di basso, un'ottima chitarra solista e soprattutto un'interpretazione vocale in growl e scream che rendono la track persino migliore dell'originale. L'unica nuova composizione è dunque l'opener, un tributo ai connazionali Sentido Oposto per la tragedia che i ha colpiti, ed il titolo è emblematico: Dead in the battle. Grandi novità nel songwriting qui per i Sabbatariam, il sound evolve in pieno death melodico, le chitarre sono corpose ma nitide, l'esecuzione tersa, l'intreccio canoro generato da gutturale, scream, clean e dai female vocals che danzano soavemente nell'etere per opera della brava Jully, è davvero magistrale.

Per quanto piacevole all'ascolto questo Ep ha poca carne al fuoco, per cui è bene tenere a freno l'entusiasmo, ma se la via compositiva intrapresa dal quartetto è quella delineata in Dead in the battle allora possiamo guardare con grande ottimismo al futuro dei Sabbatariam, di cui stiamo ancora attendendo il lavoro della consacrazione, confidando vivamente sia un full-length.

Valerio Mei

VOTO

68

 

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