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Christian deathsters brasiliani creatisi come band
nel 2001 dall'idea del batterista Fabio, del singer Daniel e dell'axeman
Marcos, a seguito di ciò si dilettarono in alcune date e poi, con
l'inserimento del nuovo membro Isaque, decisero di plasmare la loro
prima release, un Ep che misero disponibile in free download dal proprio
sito web: è il nostro "Sword Of God". L'opera è dunque piuttosto
amatoriale, la produzione pur povera non suona malaccio ed il
bilanciamento dei suoni appare anche accettabile, quel che all'epoca non
andava è l'esecuzione, zeppa di imperfezioni, sovente confusionaria e
sporca, il che pregiudica la presenza di pur valide idee.
Il lavoro si snoda per quattro tracce di cui
antesignana è Holy Bible part I, estremamente frizzante
nella ritmica e dal punto di vista tecnico, con riferimento ad un esteso
esaltato assolo: il growl ha quel retrogusto sonoro da "rigurgito di
scarico di fogna" che ricorda il grind, ma senza esagerare nelle
confidenze. La traccia con l'andare si caoticizza con una bella lead che
intesse tracciati abbastanza complessi, prima di ripartire in solo.
Meeting place è strumentale, teatralità tastieristica con
chitarre al fulmicotone; nella fase centrale si addensa un pathos di
nebbia ombrosa, ma poi il sound più che essere avvinghiante come forse
vorrebbe si fa rumoroso, anche quando la lead spara un assolo
neoclassicheggiante. Un po' di doom all'attacco di Come into my
life, dove torna il growl filo-fognato, ma anche dove un paio di
partiture di blastbeat sono inacidite dallo screaming, partiture queste
separate da un cadenzato con semirullate cicliche. Conclude in mero
death'n'roll I'll be with You, song cristocentrica ove
sorprende trovare un accenno melodico di cui si fa portatore ed
interprete il growl.
Talento creativo ed intuizione dunque ci sono
tutti, ma l'esecuzione è rozza e l'impatto complessivo dà l'idea di un
grezzume da materia prima, la quale però, si sa, se debitamente lavorata
potrebbe dar forma a qualcosa di esteticamente affascinate. Rimandati,
ma aspettiamo con curiosità i Sabbatariam alla prossima sfornata.
Vaake
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