Italian Christian Metal Website  -  Il sito italiano dedicato al Metallo Cristiano

Menu

 
 
Band Links
 
SACRAMENT
Haunts Of Violence
 
 

 

SACRAMENT
Testimony Of Apocalypse
thrash
1990 - R.E.X. Records / 2005 - Retroactive Records
(USA)
www.myspace.com/thebandsacrament

 

Arriva in maniera quasi inaspettata questa graditissima ristampa, anche se in edizione limitata a sole mille copie, del debut album degli statunitensi Sacrament, ovvero il classico dei classici "Testimony Of Apocalypse" edito nel lontano 1990 dall'indipendente R.E.X. Records, la label di proprietà del guitar player Rex Carrol dei Whitecross, oramai fuori catalogo da tempo e per questo quasi introvabile, reso nuovamente disponibile grazie all'operato della Retroactive che, oltre a rimasterizzare i dat originali del disco in questione, ci fornisce come bonus l'altrettanto mitico "Presumed Of Dead", debut demo della band di Philadelphia assorto alle cronache come una delle migliori release in campo prettamente estremo.

Infatti quello che in molti non ricordano, è che i qui recensiti Sacrament erano, assieme ai Vengeance Rising, una delle migliori thrash/death metal band a sfondo cristiano in azione sul suolo americano nei primi nineties, questo grazie anche ai positivi responsi di due ottime release mirate e pregne di un humus oscuro che risultavano essere non tanto distanti da quanto proposto da celebri acts dell'epoca come i canadesi Sacrifice o gli stessi Death del primo periodo, il tutto contornato dalle vocals sprezzanti ed istrioniche del buon Mike Torone, screamer dalle indubbie qualità interpretative che comunque di lì a qualche anno avrebbe lasciato la band sostituito dal seppur valido Robert Wolfe, nonchè da una componente musicale che miscelava diligentemente sfuriate metalliche e ritmiche di natura puramente death metal, con cambi di tempo e stacchi quasi progressivi, segno questo di una certa caratura e perizia tecnica, ben lungi da una sorta di declassificazione di massa tanto in auge soprattutto fra le miriadi di band clone dell'ultimo periodo. E già, questi ragazzi possedevano veramente un suono altamente terrificante che riusciva ad imbastire tessiture di derivazione brutal/thrash metal, con classiche aperture di più ampio respiro, senza per questo snaturare naturalmente l'impatto di song devastanti partorite attraverso una visione quasi apocalittica di una società sempre più allo sbando come quella americana di fine anni ottanta... Un vero e proprio assalto sonico perpetrato con cinica violenza scaturisce dall'ascolto di song del calibro dell'opprimente e disumana Conquer death, thrash/death all'ennesima potenza, della più quadrata Absence of fear o dello speed/thrash di Valley of dry bones, brani pervasi da vertiginose accelerazioni nei quali è ben evidente che la lezione impartita dai mastermind Slayer è stata metabolizzata a dovere, o della stessa Slave to sin in cui la morbosità dei riff chitarristici non può che richiamare la scuola tipicamente estrema della scena floridiana di quegli anni, tutti elementi che comunque ci fanno comprendere come la band all'epoca fosse davvero avanti con i tempi.

Un disco intenso, brutale, terrificante ma anche di una certa importanza e valenza storica che, a mio parere, vale la pena andare a recuperare, se non altro per il suo valore storico ed artistico, per il resto fate vobis...

Beppe Diana

VOTO

80

 

 Best view:  No Firefox!   Optimized:  FONT: Old-English ( —> download Old-English font <—); SCHERMO: 1280x1024   Credit:  Template by Vocinelweb.it