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Heavy band dall'Oregon attiva fin dal 1981,
inizialmente col monicker The Gentiles, i Saint firmano il
loro quarto album studio dopo una pausa di ben sedici anni dal
precedente "Too Late For Living": cinque lustri abbondanti dunque
intervallati dal solo Ep "The Perfect Life" del 1999. Lo stile
del combo è un heavy ad alto tasso di testosterone, non c'è questione su
questo! Dalla maschia voce del singer e axeman Josh Kramer, capace anche
di acuti frangivetri, passando per furie thrash e riffing deflagranti,
"In The Battle" è un'inarrestabile dinamo di adrenalina. Ma non
solo "vis", anche la tecnica è di gran livello: dai lodevoli guitar
solo agli ispirati fill passando per diversi break progressivi,
gli statunitensi realizzano un album irruento ma vario, ruvido ma di
classe. White metal band della prima ora, sono ovviamente rimasti fedeli
a testi predicatori, cosicchè sfogliando il booklet troverete episodi
evangelici come il "processo" di Pilato e la sentenza della folla che
volle la crocifissione di Cristo, riferimenti scritturali sempre
presenti, j'accuse all'uso di droga, interpretazioni dell'Apocalisse
come nella title-track, ed infine attitudine in your face: "God or the Devil / You can choose to walk the narrow / or you can choos to disobey
/ but you can deny the Truth today"!
Ad introdurci nelle guerriere lande sonore dei
Saint è la title-track, heavy quadrato e cadenzato dai refrain
catchy: gli Hammerfall sono solo un abbaglio perchè già
l'entrante Star pilot's return svaria su una ritmica più
andante, su ottimi assoli, su un chorus solenne ed un acutone che non si
lascia dimenticare. Assai fascinose sono le linee compositive
e melodiche di Here we are, caratterizzata nel finale da
un bel fraseggio di chitarra solista e chorus. Sacrifice è
la traccia del processo a Gesù: vociare di folla e timbro cupo di Pilato,
il sound è sovraccarico di tensione: protagonista assoluto è però il
fantastico drumming rullante che si ripropone a più riprese; a sfumare è
un assolo tendenzialmente orientaleggiante.
Holy rollin' ha un groove
coinvolgente con refrain di grande piglio, l'assolo finale è lungo e
complesso. Molto bella la sesta Riders nei ritmi allegri e
nei bei bridge che preludono ai refrain, ma sul piedistallo si erge di
nuovo la fulgida chitarra solista. Imperiosa e violenta è la thrashy
The choice, mentre piuttosto complessa nell'ossatura ritmica
e negli arrangiamenti la progressiva When, tale anche
nelle linee vocali ammorbidite ed effettate. A chiudere il platter prima
del breve stacchetto Armor on è Acid rain
introdotta da un riff acustico mediorientaleggiante, poi piano e
successivamente riffoni ed una risatona true; l'heavy è
poderoso, quasi prog, termina un tuono e, a chiudere il cerchio, il
proclama "In the battle". Che dire in definitiva: senza dubbio
un notevole album ma soprattutto Saint are back!
Vaake
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