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SAINT
The Gentiles   (Ep)
heavy
1981 - Self / 2001- Millenium Eight Records
(USA)
www.myspace.com/saintmetal

 

Primo lavoro degli americani Saint, una delle white band cult per gli amanti del buon vecchio heavy metal old school; si chiama "The Gentiles" il loro Ep di battesimo ed è un pezzo di storia, non tanto per la qualità audio ma per la data di uscita: era il 1981 e il white metal ancora non si era affermato, lo farà infatti più tardi quando gli Stryper confermeranno la loro come una corrente tematica ufficiale detta appunto christian metal (o white metal come verrà chiamato più tardi); ma allora erano pochissime le metal band che predicassero il cristianesimo con la musica.

Acusticamente si sente che siamo agli inizi e che la qualità audio deve essere ancora sistemata da una migliore produzione, ma musicalmente direi che quasi ci siamo; l'heavy d'impatto c'è e i riff anche se molto semplici accompagnano bene il groove dei pezzi; il Cd prevede quattro brani, cioè Abyss, Worrying world, Self made man e Space cruiser; l'ultima canzone è l'unica che in futuro sarà riproposta in un Lp (ossia "Time's End", e la troviamo al terzo posto della tracklist) con una migliore qualità audio per quindi poter essere meglio apprezzata, le altre tre invece non saranno purtroppo mai riprese, quindi l’unica release dove poter ascoltare tali interessanti canzoni è proprio questo Ep. I riff alla Judas Priest, gli assoletti infilati con gusto e la voce né acuta né grezza ma comunque penetrante ed equalizzata con molto riverbero (nei lavori che seguono lo stile vocale sarà molto più rabbioso anche se sempre melodico), caratterizzano il sound di questa band che anche nei successivi album non cambierà molto.

A distanza di quattro anni si avrà l'uscita del primo lavoro completo di questo gruppo, ovvero "Warriors Of The Son", e già si sentirà una migliore nitidezza di suono e miglioramenti nelle articolazioni musicali; ciò non toglie comunque che questo sia un lavoro importante per gli inizi del white metal, anche perchè i pezzi offrono comunque dinamismo: non mancano infatti le riprese musicali, i cambi ritmici e i guitar solos ad accompagnare armonicamente i brani. Questo disco rimane quindi un buon pezzo di storia, consigliabile ad un pubblico old school-oriented, e definibile come un lavoro di alta importanza nella scena del metal cristiano.

Francesco Romeggini

VOTO

70

 

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