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Primo lavoro degli americani Saint, una delle white
band cult per gli amanti del buon vecchio heavy metal old school; si
chiama "The Gentiles" il loro Ep di battesimo ed è un pezzo di
storia, non tanto per la qualità audio ma per la data di uscita: era il
1981 e il white metal ancora non si era affermato, lo farà infatti più
tardi quando gli Stryper confermeranno la loro come una corrente
tematica ufficiale detta appunto christian metal (o white metal come
verrà chiamato più tardi); ma allora erano pochissime le metal band che
predicassero il cristianesimo con la musica.
Acusticamente si sente che siamo agli inizi e che la
qualità audio deve essere ancora sistemata da una migliore produzione,
ma musicalmente direi che quasi ci siamo; l'heavy d'impatto c'è e i riff
anche se molto semplici accompagnano bene il groove dei pezzi; il Cd
prevede quattro brani, cioè Abyss, Worrying world,
Self made man e Space cruiser; l'ultima
canzone è l'unica che in futuro sarà riproposta in un Lp (ossia "Time's
End", e la troviamo al terzo posto della tracklist) con una migliore
qualità audio per quindi poter essere meglio apprezzata, le altre tre
invece non saranno purtroppo mai riprese, quindi l’unica release dove
poter ascoltare tali interessanti canzoni è proprio questo Ep. I riff
alla Judas Priest, gli assoletti infilati con gusto e la voce né
acuta né grezza ma comunque penetrante ed equalizzata con molto
riverbero (nei lavori che seguono lo stile vocale sarà molto più
rabbioso anche se sempre melodico), caratterizzano il sound di questa
band che anche nei successivi album non cambierà molto.
A distanza di quattro anni si avrà l'uscita del primo
lavoro completo di questo gruppo, ovvero "Warriors Of The Son", e
già si sentirà una migliore nitidezza di suono e miglioramenti nelle
articolazioni musicali; ciò non toglie comunque che questo sia un lavoro
importante per gli inizi del white metal, anche perchè i pezzi offrono
comunque dinamismo: non mancano infatti le riprese musicali, i cambi
ritmici e i guitar solos ad accompagnare armonicamente i brani. Questo
disco rimane quindi un buon pezzo di storia, consigliabile ad un
pubblico old school-oriented, e definibile come un lavoro di alta
importanza nella scena del metal cristiano.
Francesco Romeggini |