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È questo il primo lavoro completo degli americani
Saint, che dopo avere pubblicato un Ep e una raccolta realizzano
un album nel Falcon Studio in Portland. La line-up prevede Josh Kramer
(voce), John Mahan (chitarra), Richard Lynch (basso) e Brian Willis
(batteria); le nove tracce del Cd presentano un heavy metal old school
che riprende molto i primi Judas Priest di Rob Halford: riff di
chitarra abbastanza aggressivi e semplici, con voce non troppo acuta, ma
graffiante e arrabbiata.
In the night parte con un riff semplice ma deciso, per poi
dare spazio alla sezione ritmica ben eseguita e ad una voce melodica ma
al contempo violenta. Così è anche per Island prisoner e
Space cruiser, che ci conducono alla traccia un po' più
malinconica del disco: Trough You, ritmiche sempre decise
ma voce molto più pacata e bassa, accompagnate dai consueti assoli di
chitarra, infilati un po' in tutte le canzoni con gusto. Si passa
all'apocalittica Time's end: il tempo lento e la ritmica
violenta introducono una voce graffiante in questo pezzo che dà nome al
disco; le lyrics sono molto tragiche, parlano di una città distrutta e
dei pericoli del male, da evidenziare l'assolo che conclude il brano in
maniera veramente eccellente.Il brano che segue è forse uno dei meglio riusciti
del disco: citando le parole iniziali (The red of dawn is on the rise /
you know it comes as no surprise) accompagnate dal solito riff stiamo
sentendo Primed and ready. Dopo di essa si passa alla
thrash track Destroyers ed infine alle due, un poco
maideniane, Phantom of the galaxy e Steel killer.
Nel complesso Cd riuscito per una band che comunque rimarrà sempre
costante anche nei lavori successivi nello stile old school. Da
sottolineare la copertina e le lyrics che avvisano esplicitamente i fans
dei pericoli del male e del peccato.
Francesco Romeggini
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