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SATAN'S DOOM
Infernal Choice Redemption
doom
2004 - Self
(Brasile)
www.satansdoom.cjb.net

 

L'abisso profondo si sa, è tana di stravaganti creature sfuggite finora a qualsiasi tassonomia, le quali di tanto in tanto, ed il più delle volte per mero accidente, affiorano in superficie, stupendo, sia nel bene che nel male. L'essere dei bui anfratti che stavolta è approdato nell'illuminato lido della conoscenza dei christian metallers è un, attualmente, trio brasiliano formato da Undrknss, voce e chitarra, Äava alla batteria e Postmörtum, basso e screaming. Il combo si dedica ad un sound arduo da classificare poichè equamente diviso tra doom, death 'n roll e black: anche ispirato dal loro monicker ho propeso per il primo nella classificazione di "Infernal Choice Redemption", il loro "debut", ma le virgolette sono d'obbligo...perchè? In Brasile il talento è tanto ma tanta è anche la povertà e la scarsezza dei mezzi: evidentemente sperduti tra le selvagge foreste amazzoniche i nostri di uno studio di registrazione proprio non hanno potuto usufruire, ma neanche di costosi mezzi propri. Di materiale però ne avevano, così, perchè non farlo conoscere? Come però? Ma incidendolo live, con mezzi di fortuna... "Infernal Choice Redemption" è così un debut live, e di diversi live: il suono del disco varia di conseguenza tra il mediocre e l'inascoltabile, ma la passione c'è tutta, così come la loro cristianità che si manifesta a partire dalla bella cover, rappresentante una visione infernale di una mistica, e passando per i testi antisatanici (ad esempio: "Marching for the death / The Satan servants / They think to benefit / But alone darkgoat deceives them / They scream for despaired help / The devil steps and destroys / And lies to unhappy ones / Break the pacts, abandon / Satan marches for the death / His destiny is decreed / Fire lake is the price / For opposing to Divine") ed accesamente oranti nella loro cupezza dark.

Le prime quattro tracce facevano parte di un demo registrato nel 2000: il suono è ovviamente assai scadente, ma sopportabile. L'opener è Destructions of worshippers of Baal, doom fosco cantato in uno screaming strozzato: quando la ritmica accelera subentra un buon growl gutturale. The fall of baphomet emperor è sostanzialmente death 'n roll suonato con buona padronanza tecnica, inframmezzato da un asfittico break doom. Invocation of tribal gates trita black/death caotico prima di alternare il doom al death 'n roll. Infine la lunga (8:08) March to fatality, dalle ribassatissime chitarre, propone sia gravi e lenti passaggi cadenzati che addirittura una distruzione grind: per il resto è tenebra, narrata sia in scream che in growl. Ma i guai seri arrivano ora. Le restanti song sono state incise nel 2001 in occasione del Ceremonial Matrimony Show: il poco pubblico partecipe si sente più distintamente della strumentazione (tastiera a parte), per non parlare della voce...Suono a dir poco impossibile, lievemente meno di un fastidioso rumore, e questo solo grazie alla già citata keys che malissimo non si sente. Il sound di queste altri quattro brani - Ritual, Requiem, Invocation, Evila - è un black/doom sanguinate e doloroso (soprattutto per i timpani), che appare anche ispirato da un buon gusto compositivo nelle soluzioni armoniche; tra l'altro Invocation si apre con una mitragliata non da poco.

Inutile andare più nel dettaglio. Diciamo solo che sarebbe bello e giusto riascoltare questi 46 minuti con una vera registrazione, oltretutto perchè si è intuito che potrebbe anche uscirne qualcosa pur certo non clamoroso ma almeno interessante; per ora tuttavia siamo molto lontani dalla sufficienza.

Vaake

VOTO

48

 

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