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SAVAOT
Demo
thrash
1999 - Self
(Macedonia)
www.geocities.com/savaotmk

 

Mi pare possano fregiarsi senza indugi dell'insegna di pionieri ed atavici araldi del metallo crociato tra le terre dell'ex federazione jugoslava i nostri Savaot. Il quartetto macedone si assemblò nel 1993, realizzò un solo lavoro inciso sei anni dopo la propria fondazione e da loro medesimi considerato più che un full-length un demo, ciò a causa dell'approssimazione con cui fu prodotto a partire dall'assai scadente sonoro. Il sound è un tipico thrash che si pavoneggia dietro la notevole lead guitar di Zoc - autore di ispirati funambolici assoli e di trame interessanti - pur senza esserne però mai all'altezza: il timbro vocale di Chopi è piatto, batteria e basso si pongono solo come supporti ritmici.

La protagonista del disco, la sei corde di Zoc, è tale già dalla prima traccia, la cadenzata robusta Prophecy, altrimenti modesta in tutto ciò che non siano filature ritmiche ed assoli. Sing praises abbandona la cadenze per un'alternanza di pestaggi burrascosi e frenate: gli onori sono tutti per l'assolo sulla ritmica esaltata e fanatica. God will fight for us ha nel proprio seno una pessima linea tonale ma al contempo una suadente armonia melodica, il finale è thrash'n'roll. John 3:16 ("Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna") è lievemente bizzarra e di difficile interpretazione in quel suo lento arpeggio che l'apre, accompagnato da un leggerissimo giro di basso: un po' di doom, un po' di enfasi, un po' di caoticità, un po' di livore, ma a togliere le castagne dal fuoco è sempre il solito axeman. Di tendenze doom c'è anche Confessing, con catchy melodia è song affascinante seppur a tratti ingenua, soprattutto per quanto concerne l'interpretazione vocale. Arriviamo a Salvation e ci imbattiamo a sorpresa in una soffusa dispersiva spianata dai suoni rarefatti: colpiscono tanto il riffing jazz-noir che le brevi distorsioni drone, per il resto il brano ha un aplomb arabeggiante. Non a caso la migliore composizione di "Demo" risulta strumentale. Alfa and Omega, chiaro riferimento a Cristo di scaturigine apocalittica, esordisce con un mezzo volo del calabrone per poi evolversi thrash carico di discreta rabbia ed anche stacchi più tecnici, soprattutto grazie, stavolta, al drumming.

Disco, o meglio demo, acerbo e pieno di imperfezioni, ma che si lascia ascoltare fino alla fine. I Savaot dì lì a poco si sciolsero, ma tanto nella storia del movimento erano comunque già entrati.

Vaake

VOTO

54

 

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