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SAVING GRACE
Behing Enemy Lines
 
 

 

SAVING GRACE
The King Is Coming   
deathcore
2011 - Facedown Records
(Nuova Zelanda)
www.myspace.com/savingxgrace

 

Rumori inquietanti, lontani fruscii, urla di disperazione, breakdown da paura: così si apre il nuovo album dei neozelandesi Saving Grace, "The King Is Coming", uscito il 22 di Novembre di quest’anno (2011)  in seno alla Facedown Records.

Album a dir poco cattivo e indiscutibilmente violento, ma caratterizzato da testi di una immensa profondità. All’intro (che porta il nome dell’album) seguono la incredibile Shekinah, una delle canzoni che più meritano (della quale è stato girato anche un video ufficiale) e la breve ma intensissima The First woe. Intro alquanto death aprono Cross examination e Deathless (brani che in alcuni punti ricordano moltissimo i leggendari Living Sacrifice). I due minuti seguenti sono dedicati a Man of sorrow (The funeral dirge), brano lento ma oltremodo potente. Si passa quindi alla strumentale The eye of the storm part III (la quale altro non è che la terza parte di una serie di brani iniziati già nel primo full-lenght della band, "Behind Enemy Lines", 2008, continuato nel secondo, "Unbreakable", 2010, e qui forse concluso o comunque portato avanti).

La due canzoni seguenti, Habakkuk e Kefirah, insieme a Shekinah, rappresentano a mio avviso le tracce più affascinanti di tutto l'album. Meno brillanti ma non da disprezzare le seguenti Beware the apostates e Revelation 6. L’album si chiude con With lifted eyes, brano caratterizzato da sonorità più cupe e talvolta quasi black (tranne che nell’ultima parte in cui la band torna “sui propri passi”). Nulla di esaltante o originale… Sicuramente i Saving Grace avrebbe potuto fare di meglio.

Che dire, a parte qualche ripetitività o mancanza di originalità (purtroppo una costante in questo gruppo, da sempre), "The King Is Coming" risulta essere un buon album, del quale si consiglia vivamente l’ascolto. Sicuramente non ancora perfetto, l’obiettivo è lontano anni luce, ma i cinque ragazzi della Nuova Zelanda sono sulla buona strada. Non ci resta che aspettare e vedere. Anzi, sentire.

Salvatore Garasto

VOTO

74

 

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