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"Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse
mi seguono. Io darò loro la vita eterna e non andranno mai perdute e
nessuno le rapirà dalla mia mano" (Gv 10,27-28). Amo particolarmente
questi versetti del vangelo; la promessa eterna di Cristo ci viene detta
con così tanta semplicità... come se bastasse avere in mente queste
poche parole per creare il silenzio oltre qualsiasi tempesta della vita.
Se credessimo davvero in queste parole cosa potrebbe mai turbarci?
Ascolto musica cristiana perché si ha la fortuna di imbattersi in
artisti che evidentemente credono con una tale forza e semplicità al
tempo stesso, da ricordarmi che tutti noi possiamo avere quella stessa
fede che nasce dalla semplice consapevolezza di appartenere a Dio, di
essere una pecora che ascolta la sua voce e non andrà mai perduta. Ogni
ulteriore ragionamento diventa superfluo se si medita solo su questo, la
preziosa tranquillità dell’anima arriva come un dono che scopriamo
essere così vicino, e le paure si dissolvono come inconsistente nebbia
alla prima luce del mattino.
La musica dei Saviour Machine mi sembra incarnare
alla perfezione questa tranquillità nel sapere chi siamo davvero. Sono
grata che al mondo esistano persone in grado rappresentare così bene la
fede e la consolazione che ci viene da essa. Come uno stendardo del
Cielo ben visibile sulla terra. Essendo un Live non mi metterò a citare
le stupende lyrics, limitandomi a farvi presente i punti cruciali della
scaletta del concerto, per il resto dovrete ascoltare voi stessi! Il
primo brano ad essere eseguito è Killer, ideato come
prosecuzione del celebre chiaro di luna di Beethoven, una scelta
che conferisce un’atmosfera quasi tenebrosa all’inizio del concerto,
atmosfera che verrà poi rischiarata dalla immancabile Carnival of
souls. In generale i pezzi più movimentati e dalle tinte più
oscure vengono posti nella prima parte del concerto, per poi andare ad
eseguire brani sempre più luminosi e pieni di speranza. Come assistere
ad un’alba fatta di suoni. Così troviamo da una parte canzoni come Enter
the idol e Wicked window, e, dall’altra, A
world alone e Jesus Christ, per poi concludere con
le stupende Love never dies e Saviour Machine II,
quasi come una summa del loro pensiero cristiano, messa lì per far
tornare a casa il fortunato pubblico pieno di quella consapevolezza di
cui parlavo.
Mi sembra futile aggiungere commenti tecnici, le capacità
della band si sono dimostrate ancora una volta perfettamente in grado di
sostenere l’esecuzione, il tutto coronato dalla meravigliosa voce del
cantante, voce dalla suadente timbrica che porta a sentire empaticamente
tutto ciò che vuole esprimere.
Non sono mai stata
ad un live dei Saviour Machine, ma lo immagino come una immensa
lode a Dio, una grandiosa invocazione che davvero lascia il segno in chi
ne fa esperienza col cuore, e ascoltare questo album forse può rendere
l’idea. Irrinunciabile per qualsiasi ascoltatore di musica cristiana.
Francesca Pezza |